L’età del malessere: disgusto e povertà nella roma anni ’50

Analisi e commento a Dacia Maraini

L’autrice

Nata già in un ambiente coltissimo, di madre nobile, Dacia Maraini si è distinta per il suo impegno culturale in Italia e nel mondo e ancora oggi è un pilastro della cultura del Novecento. Ai tempi del fascismo fuggì in Giappone con la sua famiglia dove vennero internati in un campo di concentramento per non voler aderire alla Repubblica di Salò. Rischiarono la morte patendo a lungo la fame.

Finita la guerra, si trasferì a Bagheria, in Sicilia, da cui il suo famoso romanzo in cui denuncerà il peso della Mafia sulla sua vita.

A Roma conoscerà Alberto Moravia. I due saranno affianco per quasi vent’anni collaborando nella vita e nel lavoro. A Dacia Maraini la cultura e la società italiana devono molto anche per quanto riguarda l’emancipazione femminile e la parità sessuale.

La protagonista: Enrica

La protagonista del romanzo “L’età del malessere” si chiama Enrica. Poco dopo aver letto questo romanzo ho letto “Il giovane Holden”. Benché ambientati uno a Roma e l’altro a New York, non posso fare a meno di riconoscere un’affinità tra i mondi adulti disgustosi e perversi di entrambi.
Enrica, come Holden, accetta quasi apaticamente ciò che le succede, assecondando i suoi desideri sessuali e allo stesso tempo accontentandosi.

Locandina del film L’età del Malessere di Giuliano Biagetti

È innamorata di Cesare, che è suo amante, anche se sta per sposarsi. È un matrimonio di convenienza e lui non è disposto a rinunciarvi per lei. Anche quando mette incinta Enrica, la aiuta a trovare la dottoressa per abortire clandestinamente ma sarà del tutto assente, fuggendo dalle sue responsabilità.

Anche questo evento così atroce, Enrica lo affronta con calma apatia, senza emozione, in solitudine (rifiutando le attenzioni dell’amico Carlo). I suoi genitori non le hanno mai dato attenzione e, dopo la morte di sua madre, suo padre peggiora la sua condizione già precaria. Si limita a costruire brutte gabbie per uccelli e a ubriacarsi, senza neanche preoccuparsi di fare la spesa.

Enrica ha avventure sessuali anche con Carlosinceramente innamorato di lei – e con Guido, un facoltoso avvocato sposato. In nessuno dei due casi però sarà emotivamente coinvolta e, sebbene il lettori speri che lei si affezioni a Carlo, non succede mai.

Roma anni ‘50

Il libro è un incedere, un arrancare in evento in evento, tra un misto di pena e di disgusto per una Roma sporca, fatta di povertà, perversione e nessuna clemenza.
Anche un personaggio all’apparenza insignificante, come il padre di Cesare, prova ad abusare di Enrica. Mi sono chiesta quanta rabbia si nasconda dietro la rassegnazione di questa ragazza diciassettenne.

Sia la pena, sia il disgusto perverso e l’abuso accomunano le esperienze di Enrica e del giovane Holden, seppur collocati in contesti differenti e meno espliciti in Salinger.
Se la sessualità e la sfrontatezza femminile in un romanzo della Maraini non ci stupisce, lo fa – anche dopo tutti questi anni – il tono e il linguaggio fermo, saggistico, distaccato, con cui i temi vengono affrontati.

Non penso di essere diversa da molti lettori che alla fine del romanzo hanno sentito l’amaro in bocca.
In una Roma post-bellica, il malessere è inevitabile, i desideri insoddisfacibili e ogni speranza di miglioramento si spegne.

Claudia Neri

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