• 5 Autori da leggere sotto l’ombrellone (o sul divano)

    È estate. Durante il lockdown le vendite di libri si sono abbassate vertiginosamente, rendendo oltre al resto evidente quanto ai lettori piaccia il contatto fisico con la libreria, con la carta, con l’odore dei libri e degli scaffali da cui prendiamo e posiamo volumi, leggiamo le intro, le quarte di copertina e alla fine ci perdiamo nell’ebbrezza di una scelta che in fondo non avremmo voluto fare, comprandoli tutti.

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  • QUARANTENA: cosa non farò quando finirà

    Oggi siamo al trentacinquesimo giorno di quarantena. Più o meno ognuno di noi ha trovato una sorta di equilibrio nella sua routine e ha probabilmente iniziato a fare qualcosa che prima non faceva, un hobby casalingo, come esaurire tutte le ricette di giallozafferano.

    Personalmente posso confermare con piacere che nella mia routine – escluso lavorare da casa – faccio le stesse cose di prima solo in maniera diversa e per più tempo.
    Mi mancano moltissimo le persone, la libertà, la pizza, il gin tonic, però ho capito anche che nella vita già facevo ciò che amo e questo non sempre è scontato.

    Ma c’è qualcosa che ho scoperto, lo definirò un regalo che spero questo Coronavirus farà a tutti quelli che lo stanno vivendo. La mia riflessione è inaspettatamente partita da mia madre, che nel precedente articolo faceva parte della tipologia 1, ovvero coloro che la stanno vivendo con una certa ansia.
    Mia madre è venuta nella mia stanza e ha detto:

    Ci pensi, proprio mo che mi volevi portare a vedere una città che non avevo mai visto…

    Eh, per voler fare un viaggio tu, hai fatto venire il Coronavirus, ho risposto io

    Eh no, ma sai qual è il fatto? Che se io domani muoio per via di questo virus, non ho mai visto il Duomo di Milano. E non sono stata a Genova a trovare Anna, e nemmeno sono entrata al San Carlo.

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  • QUARANTENA: 5 LIBRI DA LEGGERE PER 5 TIPI DI PERSONE

    Che abbiamo un sacco di tempo durante questa quarantena lo abbiamo capito. La verità è che negli ultimi giorni ho letto un sacco di articoli su libri e film consigliati e la (dubbia) originalità delle persone ha messo sempre al primo posto “La Peste” di Albert Camus, che tra l’altro per me non è neanche il suo libro migliore.

    Ma comunque, bombardati come siamo da cifre, catastrofiche previsioni, incertezza, ipotesi complottiste, politici netti e inetti, di tutto abbiamo bisogno meno che di libri che invece di distrarci da una realtà pesante, ci fanno precipitare in una ancora peggiore che proietteremo inevitabilmente sulla nostra.

    Diciamo che vale anche la teoria che quando ti svegli da un incubo puoi essere contento perché pensi che era tutto finto, ma attualmente per me vale la regola degli antichi romani e il Colosseo, che serviva a distrarre tutto il popolo dallo schifo che avevano intorno e non farli ragionare troppo.

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  • Il velista

    Dalla finestra della cabina di poppa il mare calmo dava la sensazione che non ci saremmo più mossi, che tutte le onde e il vento fino a quel momento non avrebbero mai avuto seguito.

    Il sole invernale era tiepido sulla coperta e così il legno lucido rifletteva sotto i passi dei velisti alcune tiepide immagini: io guardavo quella luce immensa che mi avrebbe sicuramente accecato se fossi uscito dalla cabina.

    Quello scorcio incostante di cielo che riuscivo a vedere era azzurro, poi celeste, poi bianco, vibrava di ogni sfumatura possibile riempiendo il mio occhio stanco di mille colori.

    Quella mattina all’alba c’era uno strato di rugiada sopra la città, cristallina e bianca, ma non avevamo avuto paura dell’ira della terra, e avevamo atteso calmi il levarsi del sole.

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