A Maria
Ecco un inno alla vita che non ritorna,
Di fronte alla morte non ci sono belle parole
Ma ci sono belle parole immortali,
Come le belle persone.
Ecco cos’è: prima ci sei, l’attimo dopo non ci sei più
Magari sorridevi, poi il tuo cuore si è fermato.
Ti piango tardi, lo so, è tardi
Ma chi ha davvero pianto in tempo?
Solo Dio forse, che sapeva già.
Non si perdono stelle, tesori, angeli,
Si perdono sogni, materia viva fatta di futuro e magia
Ecco cos’è una vita.
Ridondanze di onde sonore
Un tutù, un tulle, un paio di scarpette
Se tu esistessi in una cosa,
Quella sarebbe la musica,
Il parquet chiaro, il teatro pieno, una festa
Di solito la morte mi ammutolisce, poi svanisce.
Ma stavolta l’orrore è come un tuono
Che mi ha tolto il sorriso
Che fatica a tornare
Si compongono ricordi
Di te nelle cose, di noi insieme
Qualcuno è vero, qualcuno si inventa
La mia mente improvvisa,
Per paura che non resti niente
A ricordarmi quant’è bello sorridere
Ti prego vita, non mi lasciare.
Ho così paura di svanire,
Per il tanto dolore che resta.
Chissà dove andrei, che cosa farei.
Dove sei andata?
“Aro’ si gghiuta?” mi ripeto nella testa come un ritornello
In un abisso d’incertezza
Così è la vita quando se ne va:
Qualcuno hai mai amato l’aria,
Come quando non ha potuto respirare?
Per parlarti è troppo tardi,
Ma forse posso ancora far parlare a te
Nei versi di una poesia, come nelle note di una danza
Io ti trattengo.
Ti sento e ti mantengo,
E a tutte queste domande, rispondo:
Buonanotte Marì,
Cпокойной ночи,
Tutte le risposte
Danzano nel vento.
Claudia Neri


