Halloween è alle porte: i miei 5 titoli da brivido

zucca

Halloween si avvicina, manca pochissimo al 31 Ottobre. Dato che non potremmo fare “Dolcetto o scherzetto?” e travestirci per passare una nottata da brivido, ecco alcuni consigli per avere paura lo stesso ma restando comodamente in poltrona!Premetto che pur non essendo una festa che adoro, mi è sempre piaciuto festeggiare cose e travestirmi. Il mio costume preferito è quello da strega, di cui conservo tutte le parti dal primo travestimento in terza media.

Non sono nemmeno un’appassionata di horror, né nel cinema né nei libri. Tuttavia il noir e il macabro mi hanno sempre attratta e oggi sono qui a dirvi cosa consiglio di leggere ad Halloween e perché dovreste scegliere quel titolo.

Dracula di Bram Stoker

La vita in fondo cos’è? Solo l’attesa di qualcosa d’altro. E la morte è l’unica cosa che possiamo essere sicuri che viene.

Cominciamo dalla scelta più ovvia e banale. Dracula è un romanzo che, oltre ogni aspettativa, mi ha davvero inquietato. Ammetto che uno dei passaggi più scabrosi – magistralmente scritto – l’ho letto di notte e l’adrenalina mi tenuto sveglia per un po’.

Sul classico non si sbaglia mai? Ebbene, Dracula è stato rappresentato mille volte sullo schermo ma vi assicuro che il libro tocca corde più profonde, particolarmente intime, in tutti i sensi.

La maschera della morte rossa di Edgar Allan Poe

Per lunga e lunga stagione la Morte Rossa aveva spopolato la contrada. A memoria d’uomo non s’era mai veduto una peste così orribile, così fatale! A guisa del Vampiro, sua cura e delizia, il sangue, — la rossezza e il lividore del sangue.

Edgar Allan Poe è il maestro dell’horror, il genio della suspance e del terrore. Diciamo che qualunque suo racconto sarebbe idoneo ad Halloween, ma dato il periodo Covid, ne scelgo uno che a che fare con l’epidemia peggiore di tutte: la peste.

Oltre ad avere come personaggio la malattia, ne La maschera della morte rossa, questa è anche travestita e si muove disinvolta nel palazzo del principe Prospero, non lasciando scampo a nessun invitato.

Vukovlad di Paolo Maurensing

Era uno spettacolo cui avevo cui avevo assistito molte volte nella vita, ma in quel momento mi sembrò di vederlo con occhi nuovi; munito di una coscienza che non era solo mia, che mi travalicava…

Capitato quasi per caso tra le mie mani, questo romanzo molto breve mi ha incuriosito moltissimo. Un sottotenente dei Cacciatori Ungheresi dell’esercito polacco, Emil, racconta un episodio macabro della sua giovinezza a uno scrittore sull’isola di Capri. Vukovlad significa “Il signore dei lupi”, ma la vicenda alimenta un sentimento di inquietudine al di là del mostro delle montagne. Al limite tra realtà e mistero, la storia è degna della notte di Halloween.

Uccelli di Daphne Du Maurier

I falchi non si curavano delle finestre ma concentravano i loro sforzi sulle porte. Nat prestò ascolto al rumore del legno che veniva ridotto in schegge e si domandò quanti milioni di anni di memoria fossero rinchiusi in quei cervellini, dietro quei becchi appuntiti, quegli occhi penetranti, e che ora alimentavano l’istinto di distruggere l’umanità con l’abile precisione delle macchine.

Inutile fare preamboli, la storia la conoscete tutti grazie al film di Alfred Hitchcock. Il regista dal racconto ha preso solo l’idea, ampliando poi ogni cosa. Da piccola le scene mi hanno traumatizzato e quando ho ritrovato il romanzo nel programma di letteratura inglese subito i ricordi si sono plasmati nitidamente.
Film o racconto che sia – entrambi consigliatissimi – la domanda è sempre la stessa: perché gli uccelli attaccano gli umani?

Dieci piccoli indiani di Agatha Christie

C’era qualcosa di magico in un’isola: bastava quella parola a eccitare la fantasia. Si perdeva contatto col resto del mondo, perché un’isola era un piccolo mondo a sé. Un mondo, forse, dal quale non si poteva tornare indietro.

Lo so, voi direte: “Ma questo è un giallo!”. Ma a me ha messo una tale ansia che l’ho letto in un giorno pur di dare un senso alla serie di eventi angoscianti e tetri dell’isola. L’abilità di Agata Christie di far sembrare tutti colpevoli e tutti innocenti non è una novità, ma vi invito a leggere Dieci piccoli indiani.

Dieci invitati si presentano all’abitazione del signor Owen, situata su una piccola isola. I semi-sconosciuti protagonisti non trovano però il padrone di casa, ma solo i due domestici.
Nelle loro camere da letto c’è questa filastrocca:

Dieci poveri negretti se ne andarono a mangiar:
uno fece indigestione, solo nove ne restar.

Nove poveri negretti fino a notte alta vegliar:
uno cadde addormentato, otto soli ne restar.

Otto poveri negretti se ne vanno a passeggiar:
no, ahimè, è rimasto indietro, solo sette ne restar.

Sette poveri negretti legna andarono a spaccar:
un di lor s’infranse a mezzo, e sei soli ne restar.

I sei poveri negretti giocan con un alvear:
da una vespa uno fu punto, solo cinque ne restar.

Cinque poveri negretti un giudizio han da sbrigar:
un lo ferma il tribunale, quattro soli ne restar.

Quattro poveri negretti salpan verso l’alto mar:
uno un granchio se lo prende, e tre soli ne restar.

I tre poveri negretti allo zoo vollero andar:
uno l’orso ne abbrancò, e due soli ne restar.

I due poveri negretti stanno al sole per un po’:
un si fuse come cera e uno solo ne restò.

Solo, il povero negretto in un bosco se ne andò:
ad un pino si impiccò, e nessuno ne restò.

Ed è proprio quello che inizia a succedere: un omicidio dopo l’altro, secondo le descrizioni, senza apparente motivo e senza via di fuga.


Siamo tutti amanti della suspense e delle emozioni forti in qualche modo, solo che ognuno di noi ha fissato l’asticella di quella forza a un punto diverso.
In questo periodo che ci costringe alla tranquillità più del solito, allora è bello che sia l’arte a darci i brividi.
Buon Halloween a tutti!

Claudia Neri