Vai al contenuto

Mamma per caso – parte 8 – L’estate della mamma – Claudia Neri

L’estate è cominciata da due giorni, e già qualcuna di voi sta cercando il modo di sopravviverci.

Lo so perché lo vedo, lo sento, ci passo dentro anch’io. Lo leggo nelle vostre storie, nelle domande veloci sotto i post, nei messaggi che mi arrivano la sera tardi quando il bambino finalmente dorme e voi cercate di capire come tenere insieme tre mesi senza scuola, senza asilo, senza l’argine quotidiano che vi separava dal vuoto degli orari aperti. C’è una felicità promessa nell’estate, una promessa di luce e leggerezza che ci hanno consegnato fin da bambine, e c’è un’altra cosa, sotto, che riguarda chi nel frattempo è diventata madre. Le due cose convivono male, e nessuno ce l’aveva detto.

Prima c’era una spiagga nel relax, bagnetto, prendisole, riva del mare con le “pacche” nell’acqua, libro che cercavi di leggere senza farti accecare dal sole di mezzogiorno, pranzetto rilassato al bar del lido oppure la pizza di maccheroni al sacco. Prima c’era stendere il telo sul lettino, girare l’ombrellone per avere sempre un po’ d’ombra, ma alla fine guardare il sole come una lucertola che vuole diventare più nera che così “smetto di mettere il fondotinta e mi trucco meno, maledizione come mi sta bene quel vestito con la pelle ambrata…”
E invece con un bimbo piccolo cambia tutto. Metti la crema, togli la crema, fa troppo caldo ma tira vento, metti il cappello, pulisci la piscina, non mangiare le pietre a mamma ti prego, là non puoi lanciarti, finalmente il pisolino, pranzo che lascia morti e cadaveri ovunque e tu nemmeno ti ricordi se hai mangiato, ho sete, ho sonno, ho fame. Sì anche io a mamma, anche io.
La giornata a mare diventa più impegnativa, tu e tuo marito/compagno non state mai stesi o seduti nello stesso momento. Ogni attività è una staffetta, ogni cosa ha una parte di responsabilità.
Tutto è anche divertente però, tutto ha una luce nuova, quando lo vedi attraverso gli occhi di un bambino. Tutto si rigenera e cambia forma e alla fine quell’acqua e quelle pietre non ti erano mai sembrate così speciali come invece negli occhi di tuo figlio che le vede per la prima volta.

E allora in fondo ti senti grata, grata perché guardarlo vivere e un po’ come ri-vivere, guardarlo scoprire ti permette di vedere cose che avevi dato per scontato e considerarle finalmente di nuovo importanti. Perché così è. Andare al mare con la famiglia è un dono, il sole, la spiaggia, la vacanza è un dono. E non dovremmo mai dimenticarlo.

Comunque questo pezzo è per te che hai prenotato il mare e già sai che dormirai meno di prima, perché il letto sarà più piccolo, l’aria condizionata troppo forte o troppo debole, il bambino più stanco e più euforico che si abitua ai nuovi ritmi; per te che hai messo in valigia metà casa e sai benissimo di non averci messo dentro l’unica cosa che ti sarebbe servita davvero (il sonno).

Per te che resterai in città perché devi lavorare, per te che farai i mesi più caldi tra ventilatori e code in farmacia, con la sensazione costante di esserti dimenticata di qualcosa, perché qualcosa è sempre fuori posto quando il resto del mondo sembra essere altrove.

Per te che porterai i bambini dai nonni per tre giorni e ti sentirai in colpa per quei tre giorni di silenzio, in colpa per averli desiderati troppo, in colpa per averli passati a non fare niente di particolare, soltanto a riposare qualche ora in più, e poi di nuovo in colpa al ritorno perché loro ti corrono incontro e tu vorresti già un’altra pausa, e non hai il coraggio di dirlo a voce alta nemmeno a te stessa.

Per te che andrai in vacanza con un padre che dirà di essere stanco anche lui, e lo è davvero, ma la stanchezza vostra non è la stessa, non ha lo stesso peso, non viene contata allo stesso modo dal mondo e nemmeno dentro casa. E tu lo guardi mentre dorme la mattina e ti chiedi se questa volta ti farai sentire, o se lascerai andare anche questa, come hai lasciato andare le altre.

Per te che non hai nonni vicini, e l’estate diventa un puzzle di campi estivi a giornata, baby-sitter a chiamata, amiche che si offrono di tenerti il piccolo per due ore e tu non sai più se ringraziarle o invidiarle.

Per te che hai appena partorito e l’estate la stai vivendo per la prima volta da dentro questo corpo nuovo, con un neonato che non capisce ancora il caldo e tu che non capisci più te stessa, mentre ti chiedi se il mare ti farà bene o sarà solo un’altra cosa da gestire.

L’estate delle madri non è mai vera vacanza. È un carico mentale trasferito su un’altra geografia. Cambia lo sfondo, cambia la luce, cambiano gli odori, ma la lista delle cose da tenere a mente resta intatta, anzi si allunga, perché alle cose di sempre si aggiungono la crema solare ogni due ore, le scarpine che nella sabbia non vanno bene, la borsa frigo, le medicine in più nel caso, la pasta in bianco da preparare comunque a mezzogiorno e mezza, la routine che si rompe e va ricostruita ogni sera dentro stanze che non sono la nostra. Cambia il paesaggio, non chi lo regge. E lo dico senza astio o cattiveria, perché questa estate la sto attraversando anch’io, con un figlio che a giorni compie un anno e che sull’estate ha ancora tutto da imparare. Lo dico da sorella, da amica, da donna che sa che ci ritroveremo a settembre tutte un po’ più stanche di quanto avremmo voluto ammettere a giugno.

E allora il mio augurio per voi, da qui ai prossimi tre mesi, è una cosa sola, piccolissima. Un’ora sola. Un libro. Un gelato intero mangiato con voglia, che non si scioglie perché qualcuno vi ha chiamato dall’altra stanza.
E magari in quell’ora anche voi potrete godervi qualcosa – un pensiero, un ricordo, un desiderio – come se fosse la prima volta, proprio come quando vostro figlio ha messo per la prima volta i piedi nella sabbia e sgambettava e rideva come se avesse appena scoperto la cosa più bella del mondo.

Articoli correlati

Chi Sono

Claudia Neri

Ho 25 anni e amo scrivere, viaggiare, mangiare e fare capoeira. Ho studiato lingue e mi occupo di comunicazione digitale ed editing letterario. Mi piace esplorare il mondo e le persone, scoprire nuovi punti di vista e amare sempre. Questo blog è il mio passaporto per l’eternità.”

“Abbi un cuore insaziabile, affamato di vita, senza paura del dolore”

Naviga tra le categorie dei miei articoli