Ottobre è il mio mese preferito per certe letture. Le giornate si accorciano, il vento comincia a muovere le imposte, e la sera arriva presto: è il momento perfetto per aprire un romanzo gotico e lasciarsi portare dentro corridoi bui, case che sembrano respirare, segreti che si annidano nelle stanze chiuse.
Il gotico non è solo brivido: è la letteratura che dà voce alle cose che di giorno non osiamo dire ad alta voce. Paure antiche, desideri inconfessabili, il peso della memoria e delle case che ci abitano più di quanto noi abitiamo loro. Ho scelto sette romanzi gotici da leggere questo mese: quattro classici che hanno fondato il genere e tre voci più recenti che lo hanno reinventato. Vi consiglio di leggerne almeno uno alla luce di una lampada sola.
1. Frankenstein — Mary Shelley
Non si può parlare di gotico senza cominciare da qui. Mary Shelley aveva diciotto anni quando cominciò a scrivere Frankenstein, in una villa sul lago di Ginevra, durante un’estate senza sole. Da quella notte è nato uno dei libri più potenti mai scritti: la storia di uno scienziato che sfida i confini della vita e della morte, e della creatura che genera e poi abbandona.
Rileggetelo a ottobre e sentirete che non è affatto un libro sui mostri. È un libro sulla solitudine, sulla responsabilità di chi mette al mondo qualcosa e non se ne prende cura, sul dolore di non essere amati. La creatura di Shelley non fa paura: fa tenerezza, e questo è il colpo di genio. Se pensavate di conoscere la storia perché avete visto i film, apritelo davvero: scoprirete un romanzo filosofico, poetico, molto più moderno della sua età.
2. Il ritratto di Dorian Gray — Oscar Wilde
Wilde ha scritto un solo romanzo, e ha scritto un capolavoro. Il ritratto di Dorian Gray è la storia di un giovane bellissimo che, davanti al suo ritratto appena dipinto, esprime un desiderio: che sia il quadro a invecchiare al suo posto. Il desiderio viene esaudito, e comincia una discesa che è insieme dolcissima e feroce.
Lo consiglio a chi ama la scrittura elegante, aforistica, tagliente. Wilde qui è al massimo della forma: ogni pagina ha una frase che vorreste sottolineare. Ma sotto la superficie brillante c’è un romanzo cupissimo sulla vanità, sull’anima che si corrompe piano piano, sulla differenza tra la faccia che mostriamo e quella che ci portiamo dentro. È il gotico più raffinato che potrete leggere ad ottobre: sembra un salotto vittoriano illuminato a candela e finisce come un incubo.
3. Rebecca la prima moglie — Daphne du Maurier
«Ieri notte ho sognato di essere tornata a Manderley». Chi ha letto Rebecca non se lo dimentica più. Daphne du Maurier ci mette dentro una giovane sposa senza nome, un marito enigmatico, una tenuta enorme sulla costa della Cornovaglia e l’ombra ingombrante della prima moglie morta di cui nessuno riesce a smettere di parlare.
Lo consiglio a chi cerca un gotico che è anche una storia d’amore malato, un giallo psicologico, un ritratto spietato della gelosia. Du Maurier costruisce un’atmosfera che si sente sulla pelle: il vento del mare, i corridoi vuoti, la governante Mrs Danvers che è uno dei personaggi più inquietanti della letteratura del Novecento. È il libro perfetto per una domenica di pioggia, con un plaid e nessun impegno per le ore successive: quando entrerete a Manderley, non vorrete più uscirne.
4. L’incubo di Hill House — Shirley Jackson
Shirley Jackson è la regina del gotico americano del Novecento, e L’incubo di Hill House è il suo libro più celebre. La trama è semplice: uno studioso di fenomeni paranormali affitta una casa dalla pessima reputazione e invita tre persone a passarci l’estate. Quello che succede dopo è la storia di una casa che sceglie una delle sue ospiti, Eleanor, e non la lascia più andare.
Lo consiglio a chi vuole capire come si costruisce l’orrore vero, quello che non si vede mai davvero e per questo terrorizza. Jackson non mostra quasi niente: fa parlare le porte che si aprono da sole, il freddo improvviso, le voci nei muri, la fragilità psichica di una donna che era già sola prima di entrare a Hill House. È un romanzo breve, perfetto, che ha ispirato decenni di case infestate: leggetelo prima delle mille copie.
5. L’ombra del vento — Carlos Ruiz Zafón
Zafón è uno degli autori del mio cuore, e L’ombra del vento è il libro che me lo ha fatto amare. Barcellona, dopoguerra, un padre porta il figlio Daniel al Cimitero dei Libri Dimenticati: un luogo segreto dove ogni bambino sceglie un volume da salvare per sempre. Daniel sceglie un romanzo di un autore sconosciuto, Julián Carax, e da lì comincia un’ossessione che gli cambierà la vita.
Lo consiglio a chi ama il gotico romantico, quello che intreccia mistero, storia d’amore, atmosfere di città vecchie e piene di ombre. Zafón scrive con una musicalità che pochissimi autori contemporanei hanno: le sue frasi si leggono ad alta voce. Barcellona diventa un personaggio a tutti gli effetti, umida e labirintica, e la ricerca di Carax è una discesa dentro un passato che qualcuno vuole tenere sepolto. Il libro perfetto se cercate un gotico corposo, da leggere per settimane.
6. Mexican Gothic — Silvia Moreno-Garcia
Fra i gotici recenti, questo è quello che mi ha sorpresa di più. Silvia Moreno-Garcia sposta il genere in Messico, negli anni Cinquanta: Noemí, una giovane donna di città colta e brillante, riceve una lettera disperata dalla cugina appena sposata e va a trovarla in una villa isolata sulle montagne, casa di una famiglia inglese decaduta che vive di ricordi e di silenzi.
Lo consiglio a chi vuole rileggere il gotico classico con occhi nuovi. Ci sono tutti gli ingredienti canonici — la casa enorme e umida, il patriarca inquietante, i sogni febbrili, i segreti sepolti — ma raccontati da una prospettiva che li rovescia. Noemí è una protagonista memorabile: non è una vittima passiva, entra in quella casa con il rossetto e i tacchi e non ha nessuna intenzione di lasciarsi divorare. È denso, sensuale, disturbante nel modo giusto: perfetto per una lunga sera d’autunno.
7. Piranesi — Susanna Clarke
Chiudo con un libro strano, breve, che divide i lettori. Piranesi di Susanna Clarke non è gotico nel senso classico, ma ne ha l’anima: un uomo abita una Casa infinita fatta di sale, statue e maree, e tiene un diario di ciò che vede. Non ricorda come è arrivato lì, e forse non è mai stato altrove.
Lo consiglio a chi vuole un’esperienza di lettura diversa da tutte le altre. Clarke costruisce un mondo che non somiglia a nessun altro, e piano piano — attraverso le note del protagonista — lascia intuire cosa sia davvero la Casa, chi sia Piranesi, cosa ci sia oltre. È malinconico, silenzioso, luminoso di un chiarore lunare: un gotico interiore, che parla di identità e di solitudine più che di mostri. Se avete amato certe atmosfere di Borges o di Ishiguro, questo libro vi conquisterà.
Ecco i miei sette romanzi gotici per accompagnarvi in ottobre: uno per settimana, se volete farne una piccola maratona, o uno solo scelto d’istinto guardando le copertine. Il gotico chiede tempo lento e una tazza calda vicino: dategli entrambi, e vi restituirà mesi di immagini che vi torneranno in mente.
Buona lettura, e se vi va di raccontarmi quale avete scelto — o di suggerirmene un ottavo che dovrei recuperare — vi aspetto su Instagram: @parole.mute, dove ogni settimana condivido consigli di lettura, recensioni e piccoli racconti.


