il buio oltre la siepe – razzismo e pregiudizio tra ieri e oggi

Analisi e commento a Harper Lee

Il titolo originale de “Il buio oltre la siepe” è “To kill a mockingbird”, ovvero uccidere un usignolo, animale che per antonomasia rappresenta l’innocenza e l’incapacità di fare del male. La traduzione in italiano suggerisce, invece che violenza gratuita e ingiustificata, un senso di curiosità verso un ignoto buio, un po’ macabro. Nessuna delle due cose è sbagliata, ma approfondiamo perché questo romanzo dovrebbe essere letto e quali temi tratta.

I protagonisti

La voce narrante è quella di una bambina (credo sia la prima volta che mi capita) che vive nella contea di Maycomb, Alabama, durante la depressione post 1929.
Gli Stati Uniti del sud sono razzisti, soprattutto verso i neri e Jane Louise detta “Scout” e suo fratello co-protagonista Jem vivono in un posto dove tutti sanno i fatti di tutti, spesso sanno qualcosa in più della realtà.

Prima di vivere con gli altri, bisogna che viva con me stesso: la coscienza è l’unica cosa che non debba conformarsi al volere della maggioranza.

All’inizio non si capisce bene dove vogliano condurci i racconti dell’infanzia e delle esperienze della piccola Scout. Attraverso i suoi compagni di scuola e le persone che incontra, la protagonista ci spiega una realtà sociale, di solito di penosa povertà, con cui lei è a contatto quotidianamente. Violenza gratuita e squallore sono all’ordine del giorno e la vita nella contea non è facile per nessuno.

Gregory Peck (Atticus) e Mary Badham (Scout) nel film di Robert Mulligan

Il padre dei due ragazzi, l’avvocato Atticus, prova a tenerli lontani dalle minacce ideologiche e fisiche che li circondano. Li educa con una tata di colore e rispetta ogni creatura vivente. Parla coi suoi figli ascoltando le loro idee e prendendole seriamente, li ama e li coccola spesso, guadagnandosi subito la stima assoluta del lettore.

Temi del romanzo

Razzismo

Man mano che la storia va avanti, scopriamo che la famiglia di Scout è sulla bocca di tutti nella contea perché Atticus sta difendendo (per sua volontà) Tom Robinson, venticinquenne di colore accusato ingiustamente di aver violentato la figlia del più violento ubriacone della contea, Bob Ewell.

 Gregory Peck (Atticus) e Brock Peters (Tom) durante il processo nel film di Robert Mulligan

Il processo è una delle parti meglio scritte e più valide di tutto il romanzo, palese denuncia di quanto il pregiudizio domina anche di fronte alla verità palese. L’essere umano crede a quello che vuole, e ciò non cambia quando è in gioco la vita di un innocente.

Atticus per tutto il processo manterrà quella calma e fermezza che lo contraddistinguono, sarà imparziale, meraviglioso, ma alla fine Robinson sarà condannato.

Il vero coraggio, tu che credi che sia rappresentato da un uomo col fucile in mano. Aver coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare egualmente e arrivare sino in fondo, qualsiasi cosa succeda. È raro vincere, in questi casi, ma qualche volta succede.

Violenza gratuita

Gli episodi di violenza ne “Il buio oltre la siepe” non sono pochi. Il primo che “incrina” la vita della contea è quello in cui un cane rabbioso – malattia che diffondeva il panico all’epoca – compare in fondo alla strada. La piccola Scout racconta tutto il percorso dell’avvicinamento spasmodico della povera bestia, fino a che, con tutto il vicinato presente, sarà proprio il pacifico Arthur Finch a centrare il colpo che eliminerà la minaccia di contagio.

Perché poi i cosiddetti benpensanti diventino pazzi furiosi quando succede qualcosa in cui è implicato un nero, è una cosa che ho rinunciato a capire.

Il secondo episodio è quello magistralmente architettato da Harper Lee, in cui i due fratelli Finch tornano a casa dopo la recita scolastica di Scout e vengono aggrediti al buio da uno sconosciuto. Jem, che tenta di difendere sua sorella minore, finirà con un braccio rotto. La piccola Scout non riesce a vedere nulla perché ha indosso il costume della recita, grosso e ingombrante che le salverà la vita dal coltello dell’aggressore, che alla fine sarà punito grazie a un salvatore inatteso.

L’innocenza

Un usignolo è un uccello che nella vita canta senza fare del male a nessuno. Nel romanzo, quasi tutti i migliori lo sono: i fratelli Finch, il loro amico Dill, il nero Tom, la loro tata di colore, la loro amorevole vicina, tuttavia c’è qualcuno che ricopre questo ruolo più degli altri ed è proprio colui che si trova oltre la siepe.

Harper Lee dopo aver ricevuto la Medaglia presidenziale per la libertà, il più alto riconoscimento civile americano, 5 novembre 2007.

Arthur ‘Boo’ Radley abita all’angolo della strada dei Finch e non esce mai, rinchiuso dai genitori (probabilmente per qualche malattia che all’epoca si considerava meglio nascondere) e che ha alimentato nella mente dei ragazzini dei dintorni storie di terrore e fantasie mostruose.
Il giovane suscita paura e curiosità nei due fratelli, ma si dimostra uno dei passerotti migliori di tutti: Scout troverà magicamente tanti piccoli doni nel tronco di un albero, fa trovare a Jem i pantaloni che aveva perso fuggendo dal tentativo di un’irruzione nel suo giardino, mette una coperta a Scout mentre l’incendio brucia la casa della vicina e, infine, li aiuta contro l’aggressore.

Conclusioni

In conclusione, Il buio oltre la siepe è un romanzo di formazione che, attraverso la saggezza della piccola protagonista, ci insegna molto, sia sulla storia sia sul futuro che deve essere diverso da quella storia. I pregiudizi e il razzismo vanno superati e Atticus sa che nel suo piccolo ha fatto qualcosa che cambierà la vita dei suoi figli, e loro cambieranno quella dei suoi nipoti, fino a che arriveremo in un mondo dove il colore della pelle non pregiudicherà il nostro destino.

Fa strano pensarci proprio oggi, eh?

Claudia Neri

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