La gabbia dorata – Camilla Läckberg – analisi e recensione

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Il libro sbagliato per conoscere Camilla Läckberg

La gabbia dorata è un romanzo di Camilla Läckberg pubblicato in Italia da Marsilio.

Ho iniziato questo libro spinta dalla curiosità della copertina e dalla fama dell’autrice, notoriamente femminista e attivamente coinvolta nella lotta per la parità dei sessi in Svezia e a livello internazionale.

Premettendo che non ho letto nessun altro romanzo dell’autrice mi rendo conto che ho fatto proprio la scelta sbagliata per iniziare a conoscerla e apprezzarne l’opera. Sinceramente sono d’accordo con le recensioni che giudicano questo romanzo un po’ frivolo e privo di sostanza e spero che abbiano ragione quando lo definiscono il peggiore dell’autrice.

Questa scrittrice mi sembra davvero interessante e mi dispiacerebbe non leggere di meglio.

Giudizio breve

Il romanzo è privo di personalità, la protagonista che dovrebbe coinvolgere il lettore diventa insopportabile tra i suoi alti e bassi e la sua personalità non è molto coerente. Il colpo di scena finale, che dovrebbe essere un lieto fine, non fa nessun effetto. Per me è stato un susseguirsi di: “qui avrebbe dovuto essere commovente”, “qui avrebbe dovuto essere triste”, “qui avrei dovuto ridere”, eccetera… praticamente ho letto La gabbia dorata ragionando al condizionale e restando delusa.

Struttura

La storia ha un filone centrale ambientato nel presente e poi si svincola in una serie di flashback e colpi di scena che, se cronologicamente messi in ordine, farebbero una fabula del genere:

  • Una ragazzina di campagna con un padre violentissimo e un fratello suicida finge la morte di sua madre e fa incarcerare il padre per omicidio, mentre la progenitrice fugge in Italia.
  • La protagonista si trasferisce a Stoccolma dove conosce un ragazzo che scopre la verità su di lei. Per evitare che venga divulgata, lei gli dà fuoco nel letto dopo averlo sedotto e sedato.
  • Già innamorata di un altro, fonda con lui e un amico strettissimo un’azienda di assicurazioni, la Compare, lasciando gli studi e andando a lavorare per aiutare lui (e non se stessa) con le spese iniziali.
  • Viene pian piano esclusa dagli affari mentre l’azienda diventa multimiliardaria. La sua personalità si indebolisce e lei diventa la schiavetta del marito che la tratta male e la tradisce, non dandole più attenzione né amore. La loro figlia piccola pare non subire nessuna conseguenza dal rapporto scialbo tra i genitori.
  • Quando lui le annuncia la sua relazione con la CFO della Compare e la lascia senza un soldo, lei decide di vendicarsi e di rovinarlo totalmente. Comincia così il piano imprenditoriale per comprare la Compare e distruggere l’ex-marito, che si rivela anche traditore seriale, avido e superficiale.
  • Con una serie improbabile di colpi fortunati l’eroina mette su un’azienda miliardaria (un’altra), diffonde un video che rovina la faccia al marito, compra il 51% delle azioni della Compare a un prezzo stracciato e come ciliegina sulla torta inscena la morte della figlia per far finire in galera Jack il cattivone.
Camilla Läckberg

In tutto questo uccide anche il marito violento e aggressivo (anche lui) della donna con cui entra in affari dopo che Jack l’ha cacciata di casa. Un po’ esagerato persino per una svedese, non trovate?

Oltre a non valorizzare per niente secondo me la femminilità e la figura della donna, il romanzo pretende di arrivare a un livello che invece non raggiunge, sia in termini di psicologia dei personaggi, sia di trama.
La protagonista mi ha solo innervosito a un certo punto e la banalità di certi cliché mi ha infastidito perché troppo palesemente costruita.

Conclusioni

Non lo consiglio e di certo comprerò, quando mi passerà la noia per questa delusione, un altro libro di quest’autrice.

Claudia Neri

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