Spine- Una poesia di Claudia Neri - Parole Mute - Blog letterario

Spine

gamba

Mi sento ancora le tue mani addosso

Come accenti violenti tra la mia carne e la tua

Tu che mi veneri come un soldato la patria,

come fossi il tuo Dio che guarda e tace


Conosco le dita che disegnano emisferi su di me,

costruiscono mondi e ne distruggono altri.

Il tuo corpo mi domina con la violenza di un uragano

Che diviene marea sugli scogli di primo mattino.


I tuoi occhi mi penetrano prima del resto,

facciamo l’amore con quelli,

che iniziano tutto e completano tutto

montagne altissime contro mari profondi


Mi guardi anelare al tuo respiro

Mentre mi manca l’aria

Perché ogni cosa mi togli, ogni cosa mi dai


Il mio volto tra le tue mani

Disegna il paradiso di cieli bianchi

Mentre ti ricorda canzoni pallide,

musiche leggere in un giorno che è già notte


Sai che le tue spine sono morbide al tocco

Penetrano nella mia pelle che le scioglie

Il mio ghiaccio si fa sangue,

fammi ardere, altrove che non sia qui,

ora e per sempre

nei secoli dei secoli

Claudia Neri

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