Mi sento ancora le tue mani addosso
Come accenti violenti tra la mia carne e la tua
Tu che mi veneri come un soldato la patria,
come fossi il tuo Dio che guarda e tace
Conosco le dita che disegnano emisferi su di me,
costruiscono mondi e ne distruggono altri.
Il tuo corpo mi domina con la violenza di un uragano
Che diviene marea sugli scogli di primo mattino.
I tuoi occhi mi penetrano prima del resto,
facciamo l’amore con quelli,
che iniziano tutto e completano tutto
montagne altissime contro mari profondi
Mi guardi anelare al tuo respiro
Mentre mi manca l’aria
Perché ogni cosa mi togli, ogni cosa mi dai
Il mio volto tra le tue mani
Disegna il paradiso di cieli bianchi
Mentre ti ricorda canzoni pallide,
musiche leggere in un giorno che è già notte
Sai che le tue spine sono morbide al tocco
Penetrano nella mia pelle che le scioglie
Il mio ghiaccio si fa sangue,
fammi ardere, altrove che non sia qui,
ora e per sempre
nei secoli dei secoli
Claudia Neri
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