Quest’anno la fiera del libro più grande d’Italia (Salone del Libro di Torino 2021) si è tenuta eccezionalmente a ottobre. All’evento hanno partecipato molti artisti, tra cui per la maggior parte (ovviamente) scrittori e giornalisti, ma non sono mancati attori e cantautori.
Ci sono state numerose conferenze su temi attualissimi (come immigrazione e social media) e anche presentazioni di nuovi libri (come Jan Brokken col suo “Anime baltiche”).
Il tema di questo salone era: Supernova. Questa stella che esplode è un simbolo di rinascita e io questo sentimento l’ho sentito tutto.

Ho partecipato per la prima volta nella mia vita proprio a questa edizione in cui tutto ha ripreso vita dopo due anni di appiattimento emotivo.
Al salone ho percepito davvero tanta energia e voglia di ricominciare. I lettori accaniti che correvano avanti e indietro per non perdersi presentazioni e firmacopie sono stati per me la dimostrazione che c’è tanta voglia di fare e tanta voglia di vivere, al massimo della bellezza.

La bellezza del Salone del libro: gli autori
Ho assistito a diversi interventi ma quello di Diego de Silva è forse quello che mi è piaciuto di più. Ha dedicato il suo discorso a Pasolini e a come l’artista avrebbe affrontato la vita moderna, in questo mondo contemporaneamente connesso e disconnesso dalla realtà.
Non ha parlato troppo di Pasolini scrittore, quanto più di lui come persona, come amante, come artista.
Ci sono insegnamenti che non dovremmo mai dimenticare che vengono dalla storia e dal passato e troppo spesso ci lasciamo trascinare dimenticandoci quanto siamo fortunati e quante possibilità siano state negate a giovani che erano proprio come noi.
Amare la vita, essere grati di ciò che abbiamo, combattere per i sogni e non avere paura di soffrire un po’.
Ps: gli ho anche regalato una copia del mio libro Inno Selvaggio e sono stata troppo contenta (anche lui e il suo fedelissimo cane meraviglioso erano felici)


Il Salone e le presentazioni: Jan Brokken
Prenotazione, audio-traduttore, platea piena completamente per la presentazione di Anime Baltiche di Jan Brokken, amatissimo autore olandese che ho recensito per il suo Nella casa del pianista.
Il libro racconta diverse storie di personaggi differenti in varie parti del mondo. Tra queste località scelte dall’eclettico Brokken c’è anche l’Italia, protagonista di ben tre storie.
Ritroviamo nel libro Torino, Cagliari e Bologna, città amatissime dallo scrittore, il quale ha scelto tre personaggi iconici per rappresentarle.
Brokken ha detto che una delle sue principali paure era proprio il suo pubblico italiano, che poteva prendere male la sua “pretesa” di scrivere della nostra amata e sentita terra da straniero.
Brokken aveva paura di fallire agli occhi di uno dei pubblici che più lo ama e lo stima ma io sono convinta che Anime baltiche non mi deluderà.
Il Salone del libro: la scoperta
Lunghissime interminabili file dalla mattina al pomeriggio del sabato per il firmacopie di Zerocalcare. Molti di noi – o almeno io – conoscono questo fumettista per i video comici che pubblica su Youtube e sui social. I suoi video invitano a riflettere su diversi temi legati alla società attuale, e lo fanno con una comicità unica e intelligente.

Dopo il Salone del libro di Torino ho iniziato a leggere il suo “Kobane calling” e devo dire che mi sta appassionando parecchio. Il fumetto affronta diversi argomenti crudi e delicati e racconta dell’esperienza dello scrittore in Siria e Kurdistan. Leggendo ho iniziato a riflettere su molte cose, prima tra tutte come noi occidentali giudichiamo il Medio Oriente e quanto poco abbiamo il diritto di farlo.
Quando finirò di leggerlo scriverò la mia prima recensione a un fumetto: seguimi su Instagram per non perderti l’aggiornamento!
Conclusioni
La mia parte antipatica e polemica doveva per forza trovare qualche difetto al Salone, che non sta certo negli artisti ma nell’organizzazione. Ore di fila per entrare (anche col biglietto online), ore di fila per i bagni e ritardi nelle conferenze.
Inoltre, c’erano autori interessantissimi allo stesso orario per cui non sapevo come dividermi. Poi accavallare le conferenze in due padiglioni separati non è esattamente un’idea saggia: correre tra migliaia di persone è un casino!

A parte questo e mettere qualche ristorante in più, l’unica cosa che chiedo al direttore Nicola La Gioia per la prossima edizione è: falla prima possibile!
Scopri chi sono
Sono nata a Napoli nel 1996. Leggo da quando aveva otto anni e ho finito il mio primo romanzo fantasy (ancora inedito) a 15 anni. Nel 2017 ho pubblicato la mia prima raccolta di racconti dedicata ai peccati capitali col titolo Inno Selvaggio. Il libro tratta i peccati in maniera allegorica (ad esempio Gola è un racconto di guerra in cui “il governo divora gli uomini”, Ira è la rabbia adolescenziale e ha come protagonisti ragazzini tossicodipendenti)




