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Cara mamma

Cara mamma, questa lettera è per te.

Per te che stamattina ti sei guardata allo specchio e hai contato le cose che non andavano invece di quelle che avevi fatto. Per te che hai aperto il frigo e hai pensato “dovrei cucinare qualcosa di più sano” mentre scaldavi gli avanzi di ieri. Per te che hai rimandato la palestra, il parrucchiere, il caffè con le amiche — di nuovo — perché c’era sempre qualcosa di più urgente. Qualcosa che riguardava qualcun altro.

Questa lettera è per dirti una cosa che nessuno ti dice abbastanza: stai già facendo abbastanza. Stai già facendo tantissimo.

Lo so che a volte guardi il tuo compagno uscire la mattina, con la stessa routine di sempre, gli stessi orari, la stessa carriera che va avanti dritta, e ti chiedi dove sia finita la tua. Quella che avevi costruito con fatica, quella di cui andavi fiera. Quella per cui avevi studiato, fatto sacrifici, rinunciato a serate e weekend. Adesso lavori meno ore, o lavori le stesse ma con la testa divisa in due, e hai la sensazione di fare tutto a metà. A metà al lavoro perché pensi al bambino, a metà a casa perché pensi al lavoro. E nessuno ti dà un premio per questa ginnastica impossibile che fai ogni giorno dentro la tua testa.

E intanto lui indossa le stesse camicie di prima, esce a correre quando vuole, vede i suoi amici senza dover organizzare una strategia militare. E tu non entri più nei jeans che amavi, ti guardi allo specchio e non ti riconosci, e quando qualcuno ti dice “ma sei una mamma, è normale” vorresti rispondere che normale non significa giusto. Non è colpa di nessuno. Non è un’accusa. Ma è una differenza che pesa, che si sente sulla pelle e sulle spalle, anche quando non la dici ad alta voce. Soprattutto quando non la dici ad alta voce.

E poi ci sono le amiche. Quelle che ti scrivono “quando ci vediamo?” e tu rispondi “presto, dai” sapendo che quel presto non arriva mai. Perché per uscire una sera devi organizzare tutto: preparare la cena, lasciare istruzioni, fare il bagnetto prima, mettere il pigiama, e poi uscire con quel senso di colpa addosso che ti rovina metà della serata. Anche quando sei fuori, la testa è dentro. Stai pensando se ha mangiato, se dorme, se piange. Il tuo tempo libero non è mai completamente tuo, è sempre un tempo in prestito, un tempo che senti di dover restituire.

Cara mamma, fermati un momento. Fermati e guardati con gli occhi di tuo figlio. Perché lui non vede i capelli sporchi, la casa in disordine, i chili in più. Lui vede la persona che lo tiene in braccio quando ha paura, che si sveglia nel cuore della notte senza che nessuno glielo chieda, che inventa soluzioni dal nulla quando tutto sembra andare storto. Lui vede la sua certezza. Tu sei la sua certezza. E quello che fai ogni giorno — anche le cose che ti sembrano piccole, insufficienti, imperfette — per lui è tutto. È il mondo intero.

Lo sai perché ti senti sempre in difetto? Perché il mondo ti ha insegnato che una donna deve essere tutto: lavoratrice brillante, moglie presente, madre amorevole, amica disponibile, donna attraente, cuoca sana, casa perfetta. Deve tornare in forma subito, tornare a produrre subito, tornare a sorridere subito. Nessuno chiede tutto questo a un padre. A lui basta essere presente ogni tanto per diventare un eroe. A te non basta mai niente per sentirti abbastanza.

Ma io oggi ti dico: basta. Basta con questa lista infinita di cose che dovresti essere. Sei già abbastanza. Sei abbastanza nel disordine, nella stanchezza, nei pigiami alle tre del pomeriggio, nelle lacrime che nascondi in bagno. Sei abbastanza quando ordini la pizza perché non ce la fai a cucinare. Sei abbastanza quando scegli il sonno al posto della palestra. Sei abbastanza esattamente come sei, adesso, in questo momento.

Buona festa della mamma. A te che non te lo dici mai.

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Claudia Neri

Ho 25 anni e amo scrivere, viaggiare, mangiare e fare capoeira. Ho studiato lingue e mi occupo di comunicazione digitale ed editing letterario. Mi piace esplorare il mondo e le persone, scoprire nuovi punti di vista e amare sempre. Questo blog è il mio passaporto per l’eternità.”

“Abbi un cuore insaziabile, affamato di vita, senza paura del dolore”

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