Pigrizia ~ Parole Mute ~ Inno Selvaggio~ Claudia Neri

PIGRIZIA

Pigrizia

Foto di Marzia Bertelli

Fuggire è l’abilità di saper sfruttare qualsiasi cosa.

Vuol dire avere l’abilità a considerare le cose come se già fossero qualcos’altro, ogni ente materiale deve essere guardato come e solo se fosse funzionale al piano di evasione dal luogo da cui vogliamo allontanarci, altrimenti può essere scartato.
Qualsiasi cosa che non sia favorevole diviene automaticamente un ostacolo nel percorso di chi fugge, il quale ha l’impegno in più di doverlo aggirare o distruggere per proseguire. Come in un videogioco programmato al momento, esiste una strada, un pericolo e i vari modi per affrontare le possibilità. Un vero evasore, un fuggitivo esperto mira sempre avanti. Ciò vuol dire che soltanto in una situazione di pericolo estremo è disposto a voltarsi indietro, puntare un’arma e sparare contro il suo inseguitore, per rallentare e distrarre, di solito mai per uccidere.
Se sei costretto a sparare o a architettare un metodo rozzo e veloce, non proprio immediato, per fermare il tuo inseguitore o danneggiarlo, hai già fallito la prima parte della fuga, quella più importante.Sempre avanti, mai indietro.

Meglio due passi avanti nel vuoto che uno solo per una strada già vista. Bene. Questa storia è stata già iniziata troppe volte e troppe volte è andata perduta o dimenticata. Fatto sta che non esiste nessuna parola veramente simile al dolore, nessuna storia è dolore, una storia è di dolore, ma non è dolore. L’essenza delle cose è… un’altra cosa. E allora che senso ha che io narri o che qualcuno lo faccia di questa storia? Che senso ha che io lasci qualcosa di me che non venga dimenticato? Che senso ha che un uomo vecchio e solo continui a ripetere sempre le stesse cose in modo diverso giorno dopo giorno perché alla fine dimentica i dettagli, diventa cerebroleso e stupido fino a che, un giorno, nessuno lo ascolterà nemmeno più? Sapete quanti libri sono stati scritti durante il corso dei secoli? Nemmeno io.

Perché la verità è che sono così tanti che nessun essere umano sarà mai capace di leggerli tutti e fino a qui va tutto bene, ma che ne esistano alcuni che addirittura non saranno mai letti, oppure mai venduti, oppure mai pubblicati per me è assurdo. Come puoi essere un ottimo musicista eclettico se non hai ascoltato tutta la musica del mondo? Una canzone per ogni gruppo o cantante che sia esistito e, se sai assorbire bene, diventi un dio. Eppure con le frasi dei libri questo non basta. Non basta. Non puoi aspettarti che io scriva meglio se leggo la prima frase di un libro qualunque. Eppure ci sono libri orrendi, anche quelli vale la pena di leggere? È tutto orrendamente relativo. A me, ai gusti, al mercato, alla società che legge o che non lo fa, che discute, critica e sceglie.

Esiste qualcosa di improduttivo a questo mondo? Esiste un’esperienza che non valga la pena vivere? Qualcosa che, seppur sgradevole, mi serva infondo a cambiarmi. O anche solo a rendermi conto che quella cosa non voglio più farla. Solo questo, basterebbe. Solo questo, basterebbe? Bastare a cosa? A me? Cosa divento dopo un’esperienza? Qualcosa di più?

Continua a leggere il resto della storia qui.

Claudia Neri

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