Cecità - Josè Saramago - Recensione di Claudia Neri

Cecità -Josè Saramago -analisi e recensione

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A ognuno la propria cecità

Chissà se tra questi morti non ci saranno i miei genitori, disse la ragazza dagli occhiali scuri, e io, magari, passo accanto a loro e non li vedo, E’ una vecchia abitudine dell’umanità, passare accanto ai morti e non vederli, disse la moglie del medico.

Cecità è personaggi senza nome proprio ma solo con il loro ruolo o una peculiarità necessaria– la moglie del medico, il primo cieco, la ragazza con gli occhiali, dialoghi percepibili solo perché dopo la virgola Saramago mette la lettera maiuscola, senza mai interrompere il flusso, citazioni esistenziali lasciate in mezzo al testo incastrate nei pensieri dei personaggi.

La narrazione, graficamente e mentalmente è fitta, tesa, trascinante.

Cecità: cosa non va

Dirò per prime le cose che secondo me, a livello narrativo, non reggono realisticamente: la moglie del medico avrebbe potuto cambiare supermercato, usare un’automobile o ingegnarsi con mezzi più efficaci una volta usciti dal manicomio.

Il fatto che invece si resti sempre in una condizione precaria e schifosa è una cosa che mi ha dato ancora più fastidio, come se mi facesse talmente pena da volerle gridare attraverso le pagine: che aspetti a metter in moto un veicolo? Usa qualcosa con le ruote, una bici, una carriola, per portare più cibo. Fai scorte di acqua! Esci più volte al giorno, ma soprattutto: accendi un fuoco!

Cecità: il tema centrale

Cecità scende nei meandri dell’animale-umano, ridotto a uno stato in cui virtute e conoscenza non hanno più significato: un solo organo, gli occhi, metafora forse della comprensione della verità, che se assenti fanno dell’uomo poco più che un mostro, handicappato, cannibale.

Un mondo in cui l’intera umanità è cieca è destinato all’estinzione. Non c’è dignità in una condizione come quella descritta da Saramago: situazioni e sentimenti amplificati dal contesto in cui si collocano, dove l’ingiustizia raggiunge l’assurdo.

Cecità è una scoperta ad ogni pagina, non ti aspetti che gli eventi si evolvano come vanno eppure, una volta accaduti, pare che non potessero andare diversamente.

In questa storia è tutto così surreale da acquistare a un certo punto una logica.

La cecità è una questione privata fra un individuo e gli occhi con cui è nato.

Claudia Neri

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