i leoni di sicilia-stefania auci – analisi e recensione

stefaniaauci

Storia dell’impero economico della famiglia Florio

I leoni di Sicilia è un romanzo storico, che racconta la storia di una delle famiglie più ricche e popolari di Sicilia, le cui generazioni sono vissute nel burrascoso periodo delle rivolte popolari ottocentesche, della fuga dei Borbone, del ritorno del re e della salita al trono del Regno di Napoli del fratello di Napoleone, con tutte le ripercussioni – soprattutto negative – che questo ha potuto avere su Palermo, sottomessa a Napoli e ridotta alla fame dalle tasse, i soprusi, la criminalità, la mancanza di uno Stato.

Famiglia Florio

Per la storia della famiglia, interessantissima, rimando a http://www.casaflorio.org/i-florio/.
L’eredità che hanno lasciato i Florio va oltre l’enormità dei beni materiali che possedevano e si fonde con lo spirito calabrese (regione d’origine) e siciliano (regione d’approdo). In un’epoca dove la dignità di un uomo e della sua famiglia dipendeva dal titolo nobiliare e non dalle sue azioni, Paolo, Ignazio e Vincenzo hanno costruito un impero economico che comunque incredibilmente non gli è mai stato riconosciuto. Tutti i soldi che prestavano ai nobili decaduti, con cui compravano le loro proprietà e i favori al re non sono comunque mai riusciti ad elevarli socialmente allo stesso livello di un nobile senza alcun merito e persino in bancarotta.

Il Linguaggio

Ma passiamo al romanzo di Stefania Auci. Il linguaggio semplice, le frasi brevi e la comunicazione diretta sono un punto di forza nella lettura di questa storia di 400 pagine, che così si fa facilmente ricordare. L’autrice ha deciso di raccontare solo i punti salienti della storia dei Florio: alcuni capitoli raccontano un determinato evento solo per delineare la posizione e il carattere di un personaggio che avrà ripercussioni su tutta la trama. Questo fatto l’ho apprezzato, anche se spesso tra un capitolo e un altro passa un lungo lasso di tempo e questo non mi piace, per affezionarmi ed immedesimarmi ho bisogno di qualche parola in più, soprattutto in un romanzo così ricco di eventi storici e privati.

Etichetta del vino Marsala Florio

L’alternativa a questo incedere burrascoso di fatti, intervallato da lunghi tratti di settimane continue, era approfondire ogni passaggio e spezzare la storia in più libri perché uno solo non sarebbe stato sufficiente, ma nessuno compra più romanzi di 800 pagine. Capisco quindi la scelta dell’autrice e dell’editore, ragionata o spontanea che sia stata.

Gli eventi

Un’altra pecca della fretta degli eventi è stata quella di trattare con una certa superficialità alcuni personaggi, che secondo me invece avrebbero potuto avere un ruolo interessante. Oltre ai protagonisti infatti, sono pochi quelli che ricordiamo e a volte la loro dipartita (uscita di scena o decesso) è così veloce che ho avuto l’impressione che non ci fossero mai stati. La morte di un personaggio è sacra per me in un romanzo, anche se è storico e deve essere metabolizzata almeno con qualche pagina. Punto e “Otto anni dopo…” non è proprio il mio ideale di assimilazione.

Il romance intra-familiare invece secondo me va a favore dell’umanizzazione e bilancia il punto appena trattato. Il fatto che ci siano degli amori sofferti e travagliati, che i sentimenti vengano descritti con accuratezza è un punto di forza per rendere interessante un libro. Dopotutto sono umani quelli che leggono e ciò che rende un romanzo indelebile sono i sentimenti, a prescindere da quello che si dica.

Personaggi

Dall’analisi dei personaggi protagonisti emerge chiaramente anche la subordinazione della donna e il ruolo femminile così sottomesso all’epoca: incredibile quante cose siano cambiate in 100 anni. Le donne Florio, Giuseppina e Giulia, per quanto forti e determinate, sono consapevoli che il loro desiderio e la loro determinazione termina dove inizia la volontà dei mariti. Ovviamente questa è una cosa che oggi mi indispettisce, ma che era assolutamente normale all’epoca: una donna non aveva dignità personale né sociale al di fuori del vincolo matrimoniale. Pazzesco.

Copertina del libro di Stefania Auci

Comunque, maschi o femmine che siano, ne I leoni di Sicilia, tutti i personaggi sono coraggiosi e determinati, orientati al successo come unico scopo di vita, il cui metro di misura è il denaro e la proprietà.
Dal nulla a un impero economico che spazia dalle spezie allo zolfo, dalle cantine di Marsala al tonno sott’olio, fino alla Compagnia navale più grande del Mediterraneo, i Florio insegnano che ogni cosa è possibile con forza di volontà e intelligenza ma soprattutto con la fermezza. Quella dignità necessaria a non rispondere alle offese dei nobili e ai pregiudizi del popolo, a non lasciarsi sopraffare dagli eventi storici, a non scendere a compromessi, ben consapevoli di un principio che la storia confermerà: il potere sta dove stanno i soldi.

Conclusione

In conclusione, il romanzo presenta un buon equilibrio tra storia e passione, dipinge un quadro siciliano abbastanza concreto (e credo affidabile), e presenta una famiglia la cui storia è d’insegnamento per chiunque. Le grandi personalità del nostro paese come i Florio spesso vengono dimenticate o restano patrimonio di pochi. È importante invece dare voce e vita ai valori che hanno contraddistinto generazioni di vinti che sono diventati vincitori ed è bello che Stefania Auci l’abbia fatto così.

Claudia Neri

Vuoi leggere questo libro? Puoi acquistare I leoni di Sicilia qui