Divorare il cielo - Paolo Giordano - Recensione di Claudia Neri

Divorare il cielo-paolo giordano – analisi e recensione

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Una storia di amore e di tenebra

“Divorare il cielo” è un romanzo di Paolo Giordano pubblicato da Einaudi.

I libri di Paolo Giordano hanno la capacità di portare il lettore a una dimensione parallela, con un distacco dalla realtà eppure scavando nelle sue più profonde radici.
Questa caratteristica delle sue storie e dei suoi personaggi è una delle cose che amo di più della sua scrittura, che mi ha portato a tornare da lui dopo tanti anni da “La solitudine dei numeri primi”.

Divorare il cielo: L’inizio

La storia di “Divorare il cielo” inizia in una masseria di Speziale, dove vivono tre fratelli e i loro genitori, dediti alla coltivazione della terra, all’amore per la natura e per la religione cattolica.
Bern e Tommaso – al contrario di Nicola – sono stati adottati ma questo non fa differenza nella loro infanzia e nella loro adolescenza, riempita di mille avventure fantastiche.
Teresa, la protagonista, vive a Torino ma va a Speziale in vacanza a casa della nonna paterna.
È durante l’estate che conoscerà i tre fratelli e che inizierà l’avventura più grande della sua vita, in cui sentimenti controversi si intrecceranno fino all’estremo.

Al centro della storia c’è l’amore tra Teresa e Bern. Lui è una persona irrequieta, sempre alla ricerca di qualcosa per cui combattere, a cui dedicarsi anima e corpo fino allo stremo delle forze e della salute mentale e fisica. Ogni cosa nella vita di Bern è lotta, perseveranza, sfinimento.

Cosimo non sapeva quello che sapevamo noi: che le piante cresciute al sicuro nei vasi, con le radici lunghe che girano tutto intorno, non si adattano alla terra. Soltanto quelle con le radici libere, estirpate giovani in inverno, ce la fanno. Come noi.

Tommaso, Bern e Teresa, una volta maggiorenni, vivranno nella masseria del padre dei fratelli con altre due ragazze e un amico, Danco, il più rivoluzionario di tutti. Nicola è stato l’unico dei tre fratelli a ricevere un computer, un’educazione al liceo e a traferirsi dalla masseria alla città, per poi diventare poliziotto, allontanandosi completamente dalla vita dei suoi fratelli coi quali aveva condiviso ogni cosa.

La quotidianità di Teresa e degli altri cinque è bucolica. Mangiano i frutti della terra, miele delle api, niente corrente elettrica, acqua del pozzo, e amore condiviso davanti al camino la sera.
L’essenziale si compra con i soldi provenienti dalla vendita di frutta e verdura al mercato e dal lavoro in una tenuta fuori città di Tommaso.

Divorare il cielo: Le rotture

In “Divorare il cielo” ho individuato quattro punti di rottura emotiva, a volte accompagnati da eventi esterni.
Paolo Giordano accompagna il lettore nelle avventure dei protagonisti, aiutandolo ad immedesimarsi e allo stesso tempo mettendo un muro alla comprensione dei loro comportamenti, a volte difficili da condividere.

Sapevo che non esiste al mondo una solitudine più profonda di quella di chi ha creduto e poi ha smesso di farlo.

Il bambino

Prima dell’inizio della storia tra Teresa e Bern, l’amicizia coi tre si interromperà a causa di un evento che la ragazza scoprirà soltanto da adulta. Nemmeno una volta sposati, Bern romperà il segreto coi fratelli. La tragedia avrà per lui le conseguenze peggiori rispetto agli altri due, come ogni evento successivo.

Nicola

Quando Nicola va via di casa, e ancor prima quando riceve il computer nuovo di zecca per studiare che gli altri due fratelli non possono usare, si rompe la linea dell’infanzia e inizia quella della rabbia. Si rompe il rapporto dei due fratelli adottivi col padre e con la famiglia, inizia la ribellione. Una volta poliziotto, Nico vivrà all’ombra di Teresa e dei suoi fratelli, tra cattiverie, invidia e solitudine, fino all’epilogo peggiore.

Cominciò a emergere in lui il desiderio di trovare almeno un’eccezione. Qualcosa che non fosse ancora stato visto, rovinato. Qualcosa di puro.

Il secondo bambino

In “Divorare il cielo” c’è una storia nella storia, quella che racconta del tentativo di Teresa e Bern di avere un bambino. Raccontato in prima persona da lei, il lettore percepisce tutto il dolore della protagonista. La voglia di riempire la loro casa della risata di un figlio che non riesce ad arrivare diventa un’ossessione per entrambi.
Teresa si sottoporrà a delle cure mediche atroci, due viaggi a Kiev, una sofferenza senza precedenti, sempre condivisa da Bern.

L’omicidio

Lo scrittore accompagna il lettore nella storia di questi quattro personaggi anche attraverso diversi flashback. È difficile, arrivati a questo punto, dire se mi aspettavo o no quest’evento.
L’omicidio è il punto di rottura principale perché riunisce i filoni narrativi di tutti e quattro. L’evento avviene dove lavora Tommaso con Nicola (il poliziotto) presente, Bern e Danco coinvolti irrimediabilmente.

Credi di nuovo in Dio, Bern?
Con tutto me stesso… Sono fuggito dalla tua mano verso la tua mano. Lo conosci?

Divorare il cielo: Considerazioni

Dal momento dell’omicidio in poi, la storia si velocizza. Se già prima era quasi impossibile staccare gli occhi dal foglio per la curiosità di ogni epilogo, da questo momento diventa quasi impossibile.

La scrittura scorrevole di Paolo Giordano è veramente piacevole. A prescindere se piaccia o no la trama e l’ambientazione un po’ fuori dalla nostra quotidianità, è impossibile non apprezzare lo stile di scrittura e riconoscere la maestria in “Divorare il cielo”.

Il susseguirsi degli eventi porterà una Teresa stremata in Islanda, dove poi si verifica l’ultima rottura.
Mi è infine impossibile non riconoscere un’allegoria tra i temi e le sensazioni descritte e i paesaggi: le terre di Speziale, gli ulivi della Puglia, il mare, le lande innevate, i vulcani islandesi.

Claudia Neri

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