Nella casa del pianista – jan brokken – analisi e recensione

egorov

La vita di Youri Egorov scritta dal suo migliore amico

Nella casa del pianista è un romanzo di Jan Brokken pubblicato in Italia da Iperborea. Ho fatto la conoscenza di questa casa editrice con un altro romanzo straordinario: Paradiso e inferno, qui la recensione.

Piccolo off-topic: mi chiedo perché Iperborea si ostini a fare questo format così stretto e lungo che leggere un romanzo di più di 100 pagine diventa una lotta per chi odia le pieghette sul dorso, tipo me.

Leggere queste 432 pagine strette e lunghe è stato come ricamare con un filo di seta, il cui ago ha ricucito dentro di me tessuti scomposti, ha toccato note sconosciute, profondissime.

L’autore Jan Brokken

Non è stato troppo pesante? […] Niente emozioni precise. Con un dolore controllato ma intenso ci fece sentire che la morte è la cosa più terrificante della vita. Credo che quella sera ognuno di noi morì un po’.

Il valore della storia di Youri Egorov raccontato da Jan Brokken è così alto per due motivi.

Il primo è che è la storia vera di un pianista russo fuggito dall’URSS che ha fatto il suo successo tra Europa e America non trovando mai la pace.

Il secondo motivo è che Jan Brokken era vicino di casa nonché uno dei migliori amici del pianista, col quale ha condiviso momenti importanti e profondi riportati in questo romanzo.

Youri Egorov

Per chi non sapesse chi è Youri, voglio solo dire che dopo questa biografia, arricchita di “citazioni” originali, per me è un po’ come se l’avessi conosciuto.

Le sue abitudini, i suoi gesti, le sue espressioni sono così reali che la figura diventa palpabile.

Youri

Mi sento come se lui non fosse poi così lontano da un amico straordinario che potrei incontrare domani per caso andando in ufficio.

In Russia, è impossibile vivere. È davvero ridicolo che non si possano leggere certi libri né ascoltare certa musica – Schönberg e Stockhausen, per esempio – in quanto espressioni della decadente arte capitalistica. Inoltre, io sono gay: in Russia, l’omosessualità è considerata una forma di pazzia. Io mi sentivo psichicamente malato. E chi viene scoperto omosessuale, rischia da cinque a sette anni di prigione. Mi dovevo nascondere, ed è una cosa che odio.

Youri è fuggito dalla Russia sfuggendo all’URSS per proteggere se stesso e la sua famiglia dalla sua omosessualità, un reato che come migliore prospettiva sotto il regime aveva la morte.

Jan Brokken di spalle e Youri Egorov

Dopo venti lunghissimi giorni a Roma riesce ad arrivare in Olanda, ad Amsterdam dove inizierà la sua carriera ricchissima di concerti seppure breve.

Youri è una personalità controversa, vive con Jan (non l’autore del libro) ma entrambi hanno molti amanti e una vita sregolata. La sua migliore amica è la russa Tatjana, da sempre innamorata e gelosa di lui, con la quale condivide una lingua che altrimenti non può parlare con nessuno. Tatjana rappresenta il suo legame di sangue con la sua terra, con la madre russa che non avrebbe voluto abbandonare e che rimpiangerà per tutta la vita.

A Montecarlo guardarono la tivù, senza guardarla. Si fissarono ininterrottamente sussurrando “nanagljadnaja”, cioè “di cui i miei occhi non hanno mai abbastanza”. […] Tu mi guardi dritto nell’anima. Nessuno mi ha mai guardato così. Io non ho mai guardato nessuno così.

Casa mia


Youri Egorov vive ad Amsterdam, ottiene la cittadinanza di Monte Carlo, viaggia spesso in America e conosce moltissime persone che lo venerano come un artista illuminato, con doti sovraumane, che in effetti ha. Però il pianista non troverà mai in nessun luogo la sua casa e i suoi pensieri torneranno sempre a quella famiglia di cui a stento può avere notizie.

Il KGB che lo perseguita arriva a fargli una telefonata per intimarlo a tornare in Russia, per assistere ai funerali di suo padre. Spaventatissimo, Youri segue il consiglio prudente degli amici e prima di partire telefona a sua madre da un telefono pubblico. Scopre che suo padre è vivo e sta benissimo.

Uno scenario paradossale, un momento storico in cui Amsterdam è un sobborgo provinciale pieno di criminali ubriachi e New York è la capitale del divertimento sfrenato. Alcol, droga, sesso, tutto quello che la Russia gli avrebbe sempre negato Youri se lo prende fino all’estremo.

Si gode ogni attimo della vita che si è conquistato rischiando di morire.

Il compositore

A volte devo studiare tantissimo, ma c’è poco che io ritenga irraggiungibile. Questo ti mette una grossa responsabilità sulle spalle. Gli altri possono dire di non avere abbastanza talento o predisposizione. Io no. Se sbaglio qualcosa è solo colpa mia. Credo che se uno ha davvero doti eccezionali, ne soffre terribilmente.

Youri sente la musica come nessun altro intorno a lui riesce a capire e lui tantomeno vuole spiegare.

Crea ad ogni esibizione un contatto immenso con il pubblico che lascia tutti con le anime in sospeso quando le dita smettono di sfiorare i tasti.

Mentre guardava il mare sembrava che la musica gli sgorgasse da dentro. Il paradiso, il paradiso non esiste. Tranne in rari casi, nei momenti magici della musica. Quel pomeriggio il paradiso scese sulla terra. Ciò che fece ascoltare non fu solo di una bellezza immortale, fu come se Youri avesse dato corpo all’eternità.

La sua musica viene descritta dai più grandi musicisti come un’esperienza irripetibile.
Ogni concerto ha un’anima
che resterà per sempre intrappolata tra Youri e ogni membro del pubblico, ferma nel tempo, inamovibile come l’eternità.

È quasi impossibile descrivere la musica, ed è per questo che concludo questo articolo con la cosa migliore che possa rendere omaggio a questo artista buono, sincero e amabile in tutte le sue debolezze: la sua musica.

Alla musica segue il silenzio, non è così? Il pezzo è concluso, il silenzio mette ancora di più in risalto la musica appena ascoltata. In realtà bisognerebbe rimanere zitti. Niente applausi, niente complimenti. Il silenzio fa parte della musica.

Claudia Neri

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