La ragazza del treno ~ Paula Hawkins ~ Recensione di Claudia Neri

La ragazza del treno – Paula Hawkins – Analisi e recensione

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La ragazza del treno (The Girl on the Train) è un romanzo del 2015 scritto da Paula Hawkins, pubblicato in Italia da Piemme nello stesso anno. Poco dopo la sua pubblicazione è divenuto un best seller negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, con oltre 3 milioni di copie vendute solo negli USA. Ha debuttato alla numero uno nella lista dei best seller del The New York Times, rimanendovi per 13 settimane.

Il romanzo si potrebbe definire come un giallo, anche se in realtà il lettore lo assapora fino alla fine come storia-diario, per poi rendersi conto che c’è un elemento particolare. Tre storie, apparentemente separate, si stanno pericolosamente intrecciando verso una conclusione spaventosa e inaspettata.

Ho paura di ciò che potrei scoprire, ma soprattutto temo di non riuscire a rivivere tutte le azioni insensate che potrei aver commesso sabato sera, le cose che ho detto e la faccia di Tom mentre mi ascoltava. Ho paura di avventurarmi in un territorio così oscuro e tenebroso.

Quante volte abbiamo guardato fuori dal finestrino di un treno scrutando quelle realtà labili, quasi irreali, e aspettandoci di vedere qualcosa di particolare, un segreto che potessimo conservare solo noi?

La ragazza del treno: la narrazione

La storia è narrata dal punto di vista di tre donne: Rachel, Megan ed Anna. Devo ammettere che questo tipo di cose non mi fa impazzire. I salti da un personaggio a un altro mi piacciono solo con il narratore onnisciente o quantomeno esterno. L’immedesimazione in tre persone diverse in un romanzo in prima persona secondo me lo danneggia. Questo perché i tre personaggi non sono mai così diversi tra loro e si finisce o per confondersi, o per diventare incoerenti col carattere.

Tuttavia ha Hawkins ha giocato bene con questo intreccio, anche perché Megan e Anna sono poco presenti. La prima serve al lettore a giungere prima a certe conclusioni, la seconda a equilibrare un punto di vista che altrimenti sembrerebbe sconclusionato. La protagonista assoluta è Rachel.

Il personaggio “anti-eroico”

Rachel Watson è la ragazza del treno. Ha 32 anni e vive nella periferia di Londra in una stanza a casa di un’amica che la ospita per bontà e perché ha avuto pena di lei. Rachel è alcolizzata e depressa. Il declino della sua vita inizia durante il suo matrimonio con Tom, con il quale non riesce ad avere un bambino. Sentendosi inutile e scoraggiata inizia ad annegare i suoi dispiaceri nell’alcol, perdendo il controllo della cosa.

Sentirsi vuoto: lo capisco perfettamente. Comincio a credere che non esista una soluzione. L’ho imparato dalla psicoterapia: i buchi della vita non si chiudono più. Devi crescere intorno a loro, come le radici che affondano nel cemento, e devi rimodellarti intorno alle crepe. Lo so bene, ma non lo dico, non ancora.

L’autrice Paula Hawkins

Il suo alcolismo – ma in realtà non solo – la condurrà alla fine del matrimonio e a perdere Tom, il quale la inizia una storia clandestina con Anna già prima della separazione. Al momento dei fatti, nel 2013, Tom ha sposato Anna, vive nella casa che aveva comprato per Rachel e insieme hanno una bambina di nome Evie. La presenza della bambina che lei non è mai riuscita ad avere è devastante per Rachel, che ha con Tom uno strano rapporto di amicizia e ossessione. Lei lo molesta e importuna quando beve (quindi piuttosto spesso) e lui la compatisce mentre promette ad Anna che “è innocua, vedrai si toglierà di torno”.

 Sappiamo bene che le donne sono valutate soltanto in base a due parametri: il loro aspetto fisico e il loro essere madri. Io non sono bella e non posso avere figli. Quindi sono un essere del tutto inutile.

Ad aggravare la precarietà mentale di Rachel c’è anche la perdita del lavoro di giornalista – sempre avvenuta a causa dell’alcol. Per non deludere Cathy, l’amica che la ospita, finge ogni giorno di andare a lavoro prendendo il treno delle 7:00 per Londra.

Il finestrino del treno

Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata. Seduta accanto al finestrino può osservare le case e le strade che scorrono e, quando il treno si ferma puntualmente a un semaforo, Rachel ha di fronte agli occhi sempre la stessa casa, abitata da una coppia felice che ogni mattina fa colazione in veranda. Spiandoli da lontano Rachel si affeziona ai due ragazzi, arrivando a dargli dei nomi fittizi e a costruire nella sua mente le loro personalità e la loro relazione idilliaca, quella che lei ha perduto.

L’amato Gin tonic in lattina che beve Rachel

Finché una coincidenza sfortunata cambia per sempre la vita di Rachel e della coppia sulla veranda, travolgendo tutti gli altri personaggi nel cataclisma. Tutto inizia quando Rachel, una mattina, allo stop del treno, nota che in casa di Jess e Jason (i nomi inventati) c’è un uomo sconosciuto che bacia Jess. Il giorno dopo Jess scompare.

I temi de La ragazza del treno

E’ difficile sentirsi responsabili di qualcosa che non si ricorda, quindi non provo mai abbastanza senso di colpa.

Autodistruzione, alcolismo, amnesie, bugie, instabilità, ossessioni: queste le parole-chiave del racconto che appartengono principalmente alla vita di Rachel ma che si irradiano anche nella vita degli altri due personaggi femminili di cui leggiamo il punto di vista. Da una vita distrutta a causa dell’alcol e di un amore fallito, la Hawkins alla fine non ci coinvolge nella rinascita della protagonista o nel lieto fine dopo un giallo un po’ inconsueto. Rachel cammina a piccoli passi verso la ricostruzione di sé stessa e noi possiamo solo intuire come finirà la sua storia dopo il colpo di scena finale.

Stile

Come ho già anticipato, La ragazza del treno è narrato come se fosse il diario delle tre donne, Rachel, Megan e Anna. La parte predominante è quella della protagonista che ricostruisce a pezzi la sua vita tra amnesie dovute all’alcol e paure e dolori inspiegabili del suo passato. La lettura è scorrevole e i dialoghi sono essenziali.

Conclusioni

Non sono un’amante dei gialli e i doppi, addirittura triplici, punti di vista non sono i miei preferiti. Però devo ammettere che La ragazza del treno è un romanzo che si fa leggere, mette ansia nei punti giusti e sa come mantenere vivo il lettore portandolo fino all’ultima pagina. Ottima lettura estiva da ombrellone, poco impegnativo ma comunque con un personaggio inusuale a cui alla fine ci si affeziona.

Claudia Neri


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