Fiore di roccia ~ Ilaria Tuti ~ Recensione ~ Parole Mute

Fiore di roccia – Ilaria Tuti – Analisi e recensione

copertina tuti

Fiore di roccia è un romanzo storico di Ilaria Tuti pubblicato da Longanesi nel 2020 e che racconta le vicende delle portatrici carniche.

L’autrice è nota per i suoi gialli che hanno come protagonista la commissaria e profiler sessantenne Teresa Battaglia. Fiore di roccia è il suo unico libro estraneo a questo genere. L’autrice scrive che si è distaccata dal suo genere familiare perché sentiva il bisogno di raccontare questo pezzo di storia spesso dimenticato, e io sono molto felice che lo abbia fatto.

Il contesto storico

Le portatrici carniche erano quelle donne che nel corso della prima guerra mondiale “prestarono servizio” lungo il fronte della Carnia. Esse si caricavano di pesanti gerle per trasportare rifornimenti, armi e viveri agli uomini al fronte, spesso loro congiunti. L’esercito in quella zona era composto per lo più dai reparti alpini.

Le portatrici

Quelli che riecheggiano lassù, fra le cime, non sono tuoni. Il fragore delle bombe austriache scuote anche chi è rimasto nei villaggi, mille metri più in basso. Restiamo soltanto noi donne, ed è a noi che il comando militare italiano chiede aiuto: alle nostre schiene, alle nostre gambe, alla nostra conoscenza di quelle vette e dei segreti per risalirle. 

Queste eroine del fronte purtroppo semi sconosciute alla storia portavano un bracciale rosso con stampato il numero del reparto dal quale dipendevano. Erano in grado di percorrere anche più di 1000 metri di dislivello portando sulle spalle gerle di 30–40 chili. Ogni viaggio veniva loro pagato una lira e cinquanta centesimi, pari a 3,50 euro. Il loro lavoro è stato indispensabile per la salvezza di moltissimi soldati e per la riuscita di molte operazioni militari a difesa del fronte nord italiano.

Il romanzo: Fiore di roccia

Ilaria Tuti ha collocato su un contesto storico noto una storia sconosciuta ai più, arricchendola di elementi romanzeschi e di un po’ di fantasia. Il romanzo è narrato dal punto di vista di una portatrice, Agata, la quale si troverà coinvolta in un’avventura personale mentre sullo sfondo si combatte una guerra di cui tutti sono esausti e che sembra non avere mai fine.

Questa guerra mi ha tolto tutto, lasciandomi solo la paura. Mi ha tolto il tempo di prendermi cura di mio padre malato, il tempo di leggere i libri che riempiono la mia casa. Mi ha tolto il futuro, soffocandomi in un presente di povertà e terrore. Ma lassù hanno bisogno di me, di noi, e noi rispondiamo alla chiamata. 

In questo romanzo si celebra la forza e il coraggio delle donne, che spesso la storia dimentica. Le Trogarinnen, le Portatrici, danno il loro contributo per la sopravvivenza degli alpini al fronte, stremati dall’avanzata austriaca. Quelle descritte dalla Tuti sono donne coraggiose, generose, fin troppo umane e del tutto lontane dall’essere fragili.

Sono forgiate di roccia e di neve e sono corazzate come combattenti pur senza armatura.

…La nostra capacità di bastare a noi stesse non ci è riconosciuta, né concessa.

L’abbiamo tessuta con la fatica e il sacrificio, nel silenzio e nel dolore, da madre in figlia…


Il Friuli: Ambientazione di Fiore di roccia

Il Friuli Venezia Giulia è la terra dell’autrice, che la omaggia con una storia bellissima e carica di passione e sentimenti disparati. Il parroco premuroso, il generale, la stessa Agata Primus – la protagonista – sono esempi di vita e di speranza, seppur ognuno votato al proprio segreto sacrificio.

l dolore è un atto intimo che impone solitudine, è il compiersi di una cesura che richiede lenti passaggi. A volte, un’intera esistenza.

Timau

Semmai doveste trovarvi nei dintorni di Timau e voleste immergevi nella storia dell’Italia della Grande Guerra potete visitare l’ossario con i resti dei tanti caduti sia Italiani sia Austriaci, sepolti insieme a ricordarci che alla fine non siamo poi così diversi. A Forni Avoltri invece – altra località del Friuli – c’è un museo con diverse testimonianze della guerra molto interessanti. La persona che lo cura è saggia e paziente e racconta storie e vite che nei libri di storia non leggerete mai.

Conclusioni

Fiore di roccia di Ilaria Tuti è un libro leggero e scorrevole ma allo stesso tempo lascia dentro un peso gentile, proprio come un fiore che cresce nelle rocce è ruvido ma meraviglioso. Consiglio questo romanzo che è un inno alla vita e alla bellezza oltre ogni orrore e che, in un contesto infelice, riesce a scavare dentro di noi un solco da cui nasce un sorriso.

L’uomo è una creatura così bizzarra, ama e distrugge, riedifica e sopravvive. L’amore è vita, la vita è un vento che non comprende barriere di filo spinato, né fossati profondi quanto mari. La sua natura è espandersi.

Il fiore di roccia

Claudia Neri

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