Diversamente da quanto ci si potrebbe aspettare, quello tra letteratura e sesso è un incontro che viene frequentemente realizzato dagli autori lasciando emergere il loro lato perverso e nascosto.
Si tratta infatti di un argomento che accompagna il mondo letterario da secoli: nell’Antico Egitto vi era Eros a simboleggiare la passione sessuale che assicura la riproduzione della specie; nel mondo indiano l’opera “Kamasutra”, risalente alla fine del IV secolo e legata al desiderio.
Ecco alcuni scrittori che possono sicuramente essere ricondotti a questa categoria, noti per le loro perversioni e per le allusioni sessuali presenti in molte loro opere.
Victor Hugo: passionale o erotomane?

Autore de “I miserabili” (a cui ho dedicato l’articolo che trovate qui), Victor Hugo è stato uno scrittore e poeta francese, ed è considerato il padre del Romanticismo in Francia.
Fin qui nulla di nuovo, ma sapevate che quella che in lui viene descritta come passionalità può essere invece associata ad una vera e propria erotomania?
Si hanno infatti diverse notizie assurde sulle abitudini dello scrittore. Sappiamo ad esempio che tormentava le sue domestiche affinché gli mostrassero i seni e che la stessa moglie ha descritto la prima notte di nozze come “una violenza interminabile!”.
La sua fama ha probabilmente accantonato la realtà: pubblicamente si batteva a favore delle donne, in privato non aveva alcun rispetto nei loro confronti.
Baudelaire, tra poesia e dannazione

Al contrario di Hugo, Charles Baudelaire non nascondeva le sue perversioni.
“O tu che come un colpo di coltello/ mi penetrasti nel cuore gemente;/ […]/ ad assiderti, […]/ sopra il mio spirito prono,/ facendone il tuo soglio e il tuo guanciale,/ essere infame a cui legato sono/ com’è legato ai ferri il criminale.”
In questa citazione tratta da Il Vampiro (poesia contenuta ne “I fiori del male”) emerge chiaramente il suo masochismo, accompagnato da immagini forti e quasi ripugnanti.
In altre poesie descrive esplicitamente atti sessuali contrastando con i canoni di pudore dell’epoca e spingendosi anche nelle brutture della vita. È proprio per questo che fece tanto scalpore e fu costretto a eliminare le “poesie proibite” dalla sua raccolta.
Le ossessioni di Proust

«L’amore è un male inguaribile»
Queste le parole di Marcel Proust, che sin dall’adolescenza ebbe un rapporto conflittuale con i suoi familiari e con i suoi coetanei. Ciò lo condusse alla ricerca esasperante di una speranza e una promessa di felicità (ma di questo vi ho già parlato qui).
La realtà è che Proust nascondeva la sua omosessualità per paura di essere giudicato e, ovviamente, per paura di non essere accettato. Proprio questa repressione lo indusse a condurre una vita intera di frustrazioni e delusioni.
Come afferma Carter in Proust in love, il suo tormento per i giovani di cui si innamorava si trasformò in una sconsiderata dissipazione finanziaria, portandolo a dilapidare una fortuna.
Egli dava sfogo alle sue perversioni soprattutto frequentando luoghi di piacere proibiti, dove incontrava giovani efebi con cui svolgeva riti sadomasochisti e feticisti, lasciandosi sottoporre a umiliazioni e perversioni di natura violenta.
L’affetto morboso di Pascoli

Lo studioso Vittorini Andreoli in I Segreti di Casa Pascoli descrive come la morte dei genitori di Giovanni Pascoli fu un evento talmente tragico da influenzare anche la sfera erotica.
Subito dopo la morte della figura paterna, egli avrebbe infatti sviluppato nei confronti di sua madre il Complesso di Edipo. Ciò lo portò ad identificarsi con il padre e perciò a rivestire l’unica persona ad aver diritto di amarla.
L’amore, in ogni sua forma, veniva vissuto esclusivamente nel nido familiare.
Dopo la morte della madre i sentimenti incestuosi si riversarono nei confronti della sorella Ida. Sentimenti che, come la sorella minore Maria fa presupporre, si trasformeranno in un rapporto sessuale vero e proprio.
Proprio per questo, secondo Andreoli, Maria face espellere Ida dal nucleo familiare: per cercare di riequilibrare il rapporto tra fratello e sorella.
Un’interpretazione sicuramente scabrosa ma che sembra trovare conferma negli scambi epistolari in cui si rivolge alle sorelle con molteplici, intimi, diminutivi: «compagnine», «sorelline», «mammine», «anime adorate», «angioline mie belle».
Letteratura e sesso in Kafka

Anche se le opere di Franz Kafka non possono essere direttamente classificate nell’ambito della letteratura pornografica, è certo che quest’ultimo sia un tema ricorrente.
Nelle sue opere sono presenti rappresentazioni oscene: corpi degradati, ambienti e situazioni grottesche e avvenimenti dalla matrice sessuale di dubbio gusto.
Una delle opere in cui si affrontano queste tematiche è America, in cui il protagonista rimane innocente pur ritrovandosi in queste svariate circostanze: in tal modo si arriva a presupporre l’identificazione del personaggio con quella dell’autore.
D’altro canto lo studioso James Hawes, autore di Excavating Kafka, afferma che l’autore era un amante di pornografia estrema. Nel libro sono infatti presenti una serie di illustrazioni raffiguranti scene di sesso estremo, con soggetti peculiari: golem con artigli, donne deformi e nude, creature mostruose.
Chiunque fosse realmente Kafka, certo è che queste immagini presuppongo uno sguardo malato.
Le perversioni sessuali di Joyce

James Joyce, autore di Ulisse e Gente di Dublino (di cui potete leggere la recensione a questo link) scrisse diverse lettere erotiche indirizzate alla moglie Nora che lasciano emergere aspetti intimi dell’autore e i suoi gusti particolari.
Ma è interessante soprattutto il pensiero di Joyce riguardo all’arte e al suo rapporto con il piacere. Egli riteneva infatti che la prima si nutre del secondo e l’artista è dunque rappresentato come un soggetto dotato di una sensualità estrema, tale da raggiungere il confine con la sofferenza.
In questa visione troviamo certamente anche i pensieri di Masoch, per il quale è proprio il dolore che fa emergere la dimensione estetica dell’artista.
Il superamento delle perversioni
Insomma, autori acclamati quanto perversi.
Le loro opere ne sono state certamente influenzate, consciamente o non, ma non si può negare una notevole dose di creatività. Una connessione da interpretare ricorrendo alla psicoanalisi – pur con tutti i suoi limiti – ma che continua ad apparire come un mistero.
Ciò che conta è però questo: la letteratura può essere apprezzata in ogni caso, qualunque siano le ossessioni della mente che l’ha concepita.
Se stai cercando delle letture classiche, questo è l’articolo che fa per te!



