Autunno: 5 libri da leggere per 5 mood

AUTUNNO

Si sa che i libri migliori sono quelli che si leggono davanti al camino con un bicchiere di vino e finalmente ci stiamo avvicinando a quel periodo dell’anno nel quale potremo godere di una delle cose che in assoluto amo fare di più nella vita.

Intanto però non possiamo restare senza leggere e quindi ecco cinque consigli per cinque umori letterari diversi che potrebbero ispirarvi alla prossima avventura tra le pagine.


1. Mood lettore storico: M., il figlio del secolo

M, il figlio del secolo è un libro scritto da Antonio Scurati e pubblicato da Bompiani, che racconta la storia di Mussolini in un modo che non avevo mai incontrato prima. È un romanzo, un saggio, un epistolario storico di enorme valore, che riesce ad affiancare agli eventi storici una narrazione romanzata.

“Non capiscono, non capiscono… gattini ciechi avviluppati in un sacco. Mi sono giustificato dinanzi alla storia ma devo ammetterlo: è struggente la cecità della vita riguardo a se stessa. Alla fine si torna all’inizio. Nessuno voleva addossarsi la croce del potere. La prendo io.”

Se devo essere sincera, è il romanzo storico sull’Italia Fascista che ho sempre cercato. Scurati descrive gli eventi storici che hanno portato all’ascesa del duce partendo da dettagli di vita quotidiana: una cena, un’abitudine, un vizio, una donna.

Ciò che amo di questo libro è che riesce ad avvicinare alla dimensione umana personaggi storici che spesso guardiamo come super-uomini.

È qui che vediamo un Mussolini amante della Sarfatti che le dedica parole d’amore. “Ti bacio con tenera violenza”, per citare un ossimoro che mi piace tantissimo e nella stessa lettera Benito si definisce “tuo selvaggio devotissimo”. È qui che vediamo D’Annunzio nella sua ascesa vittoriosa, al massimo del suo successo di poeta vate, di cui anche Mussolini subì il fascino.

2. Mood lettore romantico: Il buio oltre la siepe

Il buio oltre la siepe è un romanzo di Harper Lee che racconta una storia bellissima (qui la recensione completa), con al centro il tema del razzismo e dei valori della crescita nel periodo e nello stato americani peggiori per essere neri.

“Prima di vivere con gli altri, bisogna che viva con me stesso: la coscienza è l’unica cosa che non debba conformarsi al volere della maggioranza.”

Durante tutta la lettura, io ho immaginato la piccola città dell’Alabama dove vivono i fratelli Finch in un autunno perenne, con gli alberi sempre marroni e l’aria sempre un po’ gialla nel momento indefinito del tramonto coperto di nuvole prima della tempesta.

Non chiedetemi perché, ma se dovessi associare un libro all’autunno, più di ogni altro sarebbe Il buio oltre la siepe, di cui sostengo il dibattito per la scelta della traduzione del titolo che era “To kill a mokingbird”.

3. Mood lettore ribelle fantascientifico: Flatlandia

Flatlandia è un libro di Edwin Abbott Abbott. Più che romanzo, è un lungo racconto che allegoricamente tratta il tema della “percezione” di ciò che non capiamo o accettiamo.

“Osserva quella miserabile creatura. Quel Punto è un Essere come noi, ma confinato nel baratro adimensionale. Egli stesso è tutto il suo Mondo, tutto il suo Universo […]; non ha cognizione della pluralità, poiché egli è in se stesso il suo Uno e il suo Tutto, essendo in realtà un Niente. Eppure nota la sua soddisfazione totale, e traine questa lezione: che l’essere soddisfatti di sé significa essere vili e ignoranti, e che è meglio aspirare a qualcosa che essere ciecamente, e imponentemente, felici”

Il protagonista è un Quadrato che vive in un mondo a due dimensioni e non concepisce l’esistenza della terza dimensione perché è “impossibile”. Nella società bidimensionale è addirittura illegale accennare all’argomento.

Una notte sogna un mondo in cui il re si ostina a dirgli che la seconda dimensione è impossibile e il quadrato si fa beffe di lui dimostrandogli che lui di fatto è di due dimensioni.

Una volta sveglio, il Quadrato è ossessionato dal sogno. La scena si replica quando al Quadrato appare una sfera, che nel mondo bidimensionale è una sorta di linea un po’ opaca alle estremità, la quale, udite udite, gli rivela l’esistenza delle tre dimensioni.

Come finisce non ve lo dico, perché consiglio vivamente la lettura del racconto. Nella sua ironia, a tratti comica, Abbott ci invita a una riflessione sui nostri limiti psicologici, sulla nostra mente che spesso preclude in automatico qualunque opzione ci faccia uscire dalla “comfort zone”.

4. Mood biografia spezza-cuore: Nella casa del pianista

Nella casa del pianista è un romanzo scritto da Jan Brokken e pubblicato in Italia da Iperborea.

Ho fatto la mia prima esperienza con questa casa editrice con Paradiso e inferno (la recensione è qui) e, a parte il formato stretto e lungo piuttosto scomodo, do di nuovo un voto positivo.

“In un paese come l’Unione Sovietica tutti giocavano a nascondersi, nessuno poteva essere completamente se stesso. Lui si era dovuto spingere ancora più in là: aveva perfino modificato il suo modo di camminare. Camminava deliberatamente a grandi falcate decise, sgraziate; non trotterellava più a piccoli passi, marciava. Gli costava un’enorme fatica, contrastava con il suo senso del ritmo. E lo stesso valeva per il resto, il suo modo di parlare, il suo modo di guardare.”

La biografia di Youri Egorov mi ha tenuto incollata al libro come se fosse una favola, una tragica verità incorniciata da tulipani olandesi e follie americane.

Un pianista fuggito dall’URSS per salvarsi e salvare la sua famiglia dalla sicura condanna a morte per la sua omosessualità. Youri arriva prima in Italia e poi si stabilisce in Olanda, ad Amsterdam, la città più ribelle e giovane d’Europa.

La sua vita si arricchisce di colori, ammiratori, esperienze assurde e amici carnali, tra cui lo scrittore stesso, che può quindi racontare la storia non attraverso testimonianze e ricordi altrui, ma attraverso i suoi occhi, la sua vita, il suo dolore.

5. Mood Leggero e rilassato: Le notti bianche

Dostoevskij ha scritto moltissimo e moltissimi romanzi immensi, ma tutti quelli che lo amano sono d’accordo che Le notti bianche è una perla che deve essere scoperta.

Dio mio! Un minuto intero di beatitudine! È forse poco per colmare tutta la vita di un uomo?

In un pomeriggio d’autunno, quando il tramonto già ha tolto il sole dal cielo, basta incominciarlo per esserne trasportati e continuare fino a tarda notte, quando sarà più facile capire il protagonista.

Costui è un giovane scrittore solitario che vaga per le vie di una San Pietroburgo notturna e addormentata, anelando a un incontro capace di suscitargli delle emozioni reali profonde come quelle immaginate.

“Perché già in quei momenti comincio a pensare che non sarò mai più capace di vivere una vita reale, perché mi è già sembrato di aver perduto ogni sensibilità, ogni fiuto per ciò che è vero e reale; perché, infine, ho maledetto me stesso; perché, dopo le mie fantastiche notti, mi colgono dei momenti di ritorno alla realtà che sono terribili!”.

Una piccola fuga dalla realtà, una riflessione, una storia di cui non voglio svelare niente perché, anche qui, abbiamo un racconto lungo che va scoperto e amato pagina dopo pagina.

Claudia Neri