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Violeta – Isabel Allende – Recensione

Violeta è un libro di Isabel Allende, pubblicato in Italia da Feltrinelli a febbraio 2022. È stata una delle uscite più attese all’inizio di quest’anno ed è il secondo libro uscito a febbraio che leggo, dopo Il castello di ghiaccio di Iperborea (a questo link trovi la recensione). Di solito non leggo libri appena usciti, preferisco far calare un po’ l’entusiasmo iniziale per capire se se ne parla ancora dopo un po’, tuttavia Storytel me l’ha consigliato, e dico la verità: mi piaceva la copertina.

Così è iniziata la mia avventura assieme a Violeta, nella sua storia, con la quale speravo anche di rivalutare un’autrice che molti anni fa avevo giudicato pessima, senza nemmeno riuscire a finire il suo romanzo, che non ricordo quale fosse. Ma andiamo per gradi e iniziamo, come sempre, con la sinossi e una piccola trama di questo libro. 

“Visto da fuori sembrava tutto vero, ma niente è mai come sembra, nessuno sa cosa succede nell’intimità di una coppia né perché qualcuno sopporta ciò che per altri è imperdonabile.”

Di cosa parla Violeta

“La verità è che ognuno è responsabile della propria vita. Nasciamo con certe carte in mano e con quelle facciamo il nostro gioco; ad alcuni toccano carte brutte e perdono tutto, ma altri con le stesse carte giocano magistralmente e stravincono..”

Violeta è la protagonista del romanzo, che racconta la storia in prima persona, rivolgendosi a suo nipote Camilo. La protagonista è la prima figlia femmina dopo cinque figli maschi, tutti dal carattere turbolento. Il 1920 in Cile è un anno particolare e la bambina già nasce sotto il segno della tempesta. Il mondo si sta riprendendo dalla Grande Guerra, l’influenza spagnola sta dilagando e arriva anche in Sud America, mietendo le sue vittime anche tra i parenti e i conoscenti della famiglia di Violeta bambina. La crisi dovuta alla pandemia viene ben superata dalla famiglia, grazie al padre saggio e morigerato. Tuttavia giunge la Grande depressione seguita al 1929, e dopo questa tempesta la famiglia borghese di Violeta dovrà abbandonare i lussi e rassegnarsi a una vita lontano dall’agio della città. Si trasferiscono in una zona rurale dove Violeta inizierà la sua nuova vita, fatta di amori, di morti, di soddisfazioni e delusioni. 

Sullo sfondo delle sue alterne fortune, degli sconvolgimenti politici e sociali, del golpe, del contrabbando, del narcotraffico, Violeta vive la sua vita con passione e con coraggio, riuscendo ad avere successo come imprenditrice e a ritagliarsi uno spazio agiato in un mondo che attorno a lei sembra stare sempre per precipitare.

Divertente è che Violeta, nel suo centenario, mentre ancora scrive, affronta un’altra pandemia, quella moderna del Coronavirus, alla quale guarda con gli occhi di chi ha già vissuto la storia e vi inserisce solamente un altro – questa volta ultimo – tassello.

Le mie considerazioni

Violeta è un libro scorrevole, la scrittura è leggera, a mio parere a tratti anche troppo. Ci sono, ad esempio, alcuni passaggi emotivi che avrei affrontato con maggiore profondità. Tradimenti, colpi di stato e omicidi non sono situazioni familiari a un lettore contemporaneo e risultano sempre molto affascinanti, soprattutto se basati sulla Storia. Questi passaggi del libro avrei voluto approfondirli di più, scavarli più a fondo nei sentimenti dei personaggi che, seppure sono inventati, sono certamente verosimili.

Il libro manca quasi completamente di metafore e allegorie, tutto si realizza e agisce sul primo livello narrativo. Io apprezzo particolarmente la figura retorica del paragone e ne ho sentito la mancanza nel romanzo della Allende.

In conclusione, seppure la storia è piacevole e scorre pagina dopo pagina, non mi ha coinvolto particolarmente. Nessuno dei personaggi è indimenticabile e non ci sono dei veri e propri passaggi che ho appuntato a matita per potermeli ricordare.

Consiglio questo libro a chi cerca una lettura leggera e poco impegnativa, gradevole ma non profonda, ambientata in un contesto interessante ma non approfondito. Non credo leggerò altri libri della scrittrice peruviano-cilena, di cui vi lascio sotto una breve biografia.

Isabel Allende – biografia breve

Isabel Allende nasce in Perù ma, a soli tre anni, suo padre abbandona la famiglia e sua madre decide di ritornare in Cile, paese dove crescerà i suoi figli. Isabel termina la sua istruzione a Santiago del Cile, lavora per la FAO, si dedica a un giornalismo impegnato, scrivendo anche per il cinema e la televisione. Nipote di Salvador Allende, vive in esilio dal 1973, anno del golpe organizzato dal generale Augusto Pinochet Ugarte, al 1988, anno della caduta di Pinochet. 

In esilio scrive il primo romanzo, La casa degli spiriti (1982; ebbe una trasposizione cinematografica nel 1993).

Ha scritto romanzi basati sulle sue esperienze di vita, ma ha anche parlato delle vite di altre donne, unendo insieme mito e realismo. In Italia è pubblicata da Feltrinelli. Tra le prime scrittrici latinoamericane a raggiungere fama mondiale, continua la sua esplorazione del tema politico e di quello personale nei due romanzi successivi – D’amore e ombra (1984) ed Eva Luna (1987). Ha scritto moltissimo ed è una delle autrici latine di maggior successo, avendo dato alla letteratura sudamericana un contributo enorme; le sue opere sono tradotte in tutto il mondo.

“C’è un tempo per vivere e un tempo per morire. E tra i due, c’è il tempo per ricordare…”

Se ti interessa, acquista subito questo libro!

Te la sei persa? Leggi la mia ultima recensione di “Il castello di ghiaccio” di Tarjei Vesaas.

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Chi Sono

Claudia Neri

Ho 25 anni e amo scrivere, viaggiare, mangiare e fare capoeira. Ho studiato lingue e mi occupo di comunicazione digitale ed editing letterario. Mi piace esplorare il mondo e le persone, scoprire nuovi punti di vista e amare sempre. Questo blog è il mio passaporto per l’eternità.”

“Abbi un cuore insaziabile, affamato di vita, senza paura del dolore”

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