Ci sono molti buoni motivi per leggere una biografia. Fino a qualche anno fa io non apprezzavo questo genere e, anzi, cercavo per lo più di evitarlo. Leggere la vita reale di qualcun altro, per quanto affascinante, mi sembrava sempre meno interessante di immensi e mastodontici lavori di fantasia. Oggi, tuttavia, sono qui a scrivervi di biografie famose, più o meno approfondite e ora vi dico perché.
Leggere le biografie è motivante. Le storie di coloro che “ce l’hanno fatta” mi fanno capire quanto coraggio e quanta forza serva nella vita per fare cose grandi e mi ispira a crearmi nuovi modelli positivi da emulare.
Un altro motivo per cui è importante leggere biografie è smontare il mito della perfezione che spesso aleggia intorno ad alcuni personaggi, soprattutto quelli del mondo del cinema e dello spettacolo. Anche gli uomini e le donne più straordinari sono persone e quindi hanno sentimenti, paure, dubbi, debolezze umane. Le biografie ci avvicinano a questa dimensione della realtà che a volte sembra paradossale rispetto a personaggi così iconici.
La terza buona ragione per leggere le biografie è che non sono poi così diverse da quelle bellissime storie di fantasia dei romanzi. Molto spesso mi sono resa conto che la vita reale di alcune persone è tanto straordinaria che un bravissimo romanziere non avrebbe potuto fare di meglio.
Detto questo, immergiamoci subito nei dieci titoli che ho scelto per voi. Ho cercato di mettervi a disposizione personaggi provenienti da mondi diversi: business, spettacolo, sport e politica. Spero davvero che vi piacciano! 😊
Io so perché canta l’uccello in gabbia – Maya Angelou

La storia di questa donna è di grande ispirazione non solo per le donne di colore. Il suo coraggio e la sua rivalsa sono un esempio per tutti noi. Inoltre, mette in luce una faccia della società americana che talvolta dimentichiamo ma che non è così lontana.
Io so perché canta l’uccello in gabbia è un classico della letteratura afroamericana, ed è il primo di una serie di libri autobiografici in cui Maya Angelou non esita a raccontare apertamente la sua vita privata e il percorso che ha fatto per diventare la donna che è. Abbandono, emarginazione, povertà, razzismo, abuso fisico e psicologico. Anche se sono pesanti i temi sono trattati con dolcezza e leggerezza.
C’è grande ottimismo e ironia nel racconto anche nei passi più drammatici. Un pezzo della società americana degli anni ‘70 e ‘80 si palesa ai nostri occhi e, assieme a Maya, diventiamo fiduciosi che pregiudizio, prevaricazione, ingiustizia sociale possano un giorno scomparire.
“Non ci odiano davvero. Non ci conoscono. Come possono odiarci?”
L’arte della vittoria – Philip Knight

Chi non ne ha un paio nell’armadio? Chi non riconoscerebbe quel marchio ovunque, anche senza il nome? Ecco la storia del fondatore della Nike, il brand di scarpe più famoso al mondo.
Giovane, curioso, fresco di laurea in economia, Phil Knight prende a prestito 50 dollari dal padre e crea un’azienda con un obiettivo semplice: importare dal Giappone scarpe da atletica economiche ma di ottima qualità. Vendendole dal bagagliaio della sua Plymouth Valiant, nel 1963, Knight incassa ottomila dollari. Oggi le vendite della Nike superano i trenta miliardi di dollari all’anno. In un’epoca di start-up, la Nike di Knight è la pietra di paragone, e il suo swoosh ben più di un semplice logo. Knight, il fondatore del brand, è però sempre stato un mistero anche per chi gli è più vicino.
Con questo libro butta giù la maschera e si racconta in maniera sorprendente, umile, sincero e divertente. Knight parla degli enormi rischi che ha affrontato nel suo cammino, delle umilianti battute d’arresto, dei concorrenti senza scrupoli, dei tanti che dubitavano di lui, dell’ostilità delle banche, ma anche dei trionfi entusiasmanti e delle volte che se l’è cavata per un soffio. Ma ricorda soprattutto i rapporti che hanno forgiato il cuore e l’anima della Nike: quello con il suo ex allenatore, l’irascibile e carismatico Bill Bowerman, e con i suoi primi dipendenti, un gruppo eterogeneo di genialoidi diventato ben presto una confraternita di appassionati dello swoosh.
“Così quella mattina del 1962 mi sono detto: lascia che gli altri definiscano folle la tua idea… tu prosegui per la tua strada. Non ti fermare. Non pensarci neanche di fermarti finché non arrivi là, e non stare a preoccuparti di dove sia là. Accada quel che accada, tu non ti fermare.”
Una terra promessa – Barack Obama

1961, Honolulu, Hawaii. Nasce Barack Obama, un ragazzino intelligente ed educato destinato a fare la storia.
È un politico del partito democratico degli Stati Uniti e ha ricoperto la carica di presidente per due mandati, dal 2009 al 2016. È stato il primo afroamericano a coprire questa carica.
Questa è la storia di un presidente, di un politico, di un uomo, di un padre di famiglia. Non c’è nessun timore nel mettere a nudo i lati più privati e le paure più profonde di un uomo che ha dovuto combattere un po’ più degli altri per arrivare a raggiungere il suo sogno. È uno dei libri autobiografici più avvincenti degli ultimi anni, in cui è davvero apprezzabile poter scoprire i retroscena dietro a importanti dibattiti politici, con incredibili aneddoti che hanno fatto della famiglia Obama una delle più amate.
“Mi accorsi che la gente drizza la schiena, ha una diversa immagine di sé, se soltanto capisce che la propria voce conta.”
Memorie di Adriano – Marguerite de Yourcenair

È vero lo ammetto. Non è una vera biografia e ci sono molti tratti inventati dalla de Yourcenair sulla vita dell’imperatore Adriano. Tuttavia è un libro troppo bello per non includerlo in questa lista di biografie. In questa pagina trovate la recensione completa che ne ho fatto qualche tempo fa e capirete perché amo tanto questo libro.
Giudicando la propria vita di uomo e l’opera politica, l’imperatore Adriano non ignora che Roma finirà un giorno per tramontare; e tuttavia il suo senso dell’umano, eredità che gli proviene dai Greci, lo sprona a pensare e servire sino alla fine.
“Mi sentivo responsabile della bellezza del mondo” afferma, personaggio che porta su di sé i problemi degli uomini di ogni tempo, alla ricerca di un accordo tra la felicità e il metodo, fra l’intelligenza e la volontà.
I “Taccuini di appunti” dell’autrice (annotazioni di studio, lampi di autobiografia, ricordi, vicissitudini della scrittura) perfezionano la conoscenza di un’opera che fu pensata, composta, smarrita, corretta per quasi un trentennio.
“Ogni piacere si arricchisce del ricordo di piaceri trascorsi.”
Anne Frank – Diario

Tra le autobiografie storiche, una menzione speciale va al Diario di Anne Frank, un libro che ha rivoluzionato la storia e il modo di vedere uno dei momenti più cruciali del nostro passato.
In questo piccolo volume, Anne, all’età di 13 anni, inizia a tenere testimonianza della sua storia e di quella di altri clandestini costretti a fuggire e nascondersi dall’insaziabile sete di sterminio nazista. Siamo nel giugno del 1942 e la piccola Anne accompagna i suoi lettori dapprima nel mondo della scuola e dei primi amori, per poi passare radicalmente in territori oscuri fatti di fughe e clandestinità. Non è un libro ma un vero e proprio documento storico, che ci costringe a riflettere e a tenere conto di un passato non troppo lontano.
In questo articolo trovi tutti i libri sulla Shoah che consiglio di leggere.
“Chiunque è felice, renderà felice anche gli altri.”
Lessico famigliare – Natalia Ginzburg

Lessico famigliare è un romanzo autobiografico di Natalia Ginzburg, pubblicato da Einaudi nel 1963, anno in cui ha vinto il Premio Strega. Per leggere la mia recensione completa, clicca qui!
Il romanzo racconta dall’interno la vita quotidiana della famiglia Levi, dominata dalla figura del padre Giuseppe. Il libro è la cronaca ironico-affettuosa della famiglia dal 1925 agli anni ’30 ai primi anni ’50, attraverso abitudini, comportamenti e soprattutto la comunicazione linguistica, da cui deriva il titolo. Figure ed eventi si avvicendano nella pagina senza ordine gerarchico, e si presentano da sé, vivono attraverso i loro gesti e le loro parole. In questo libro si affrontano anche tutti i conflitti e le vicende della famiglia Levi. Molta attenzione viene dedicata alle figure della madre e dei fratelli, soprattutto durante il fascismo.
Il romanzo ripercorre vicende familiari cronologicamente legate soprattutto all’età fascista e la seconda guerra mondiale, quando vengono evocati l’uccisione del marito dell’autrice, Leone Ginzburg, per attività politica antifascista, la persecuzione degli ebrei, fino ad arrivare al suicidio di Cesare Pavese e alla caduta delle illusioni della Resistenza. Non è strettamente definito come biografia, però è un romanzo con una potenza realistica enorme.
“Basta una parola, una frase: una di quelle frasi antiche, sentite e ripetute infinite volte, nel tempo della nostra infanzia.”
Steve Jobs – Walter Isaacson

Più di quaranta colloqui personali con Steve Jobs in oltre due anni, e più di cento interviste a familiari, amici, rivali e colleghi, hanno permesso a Walter Isaacson di raccontare l’avvincente storia del geniale imprenditore Steve Jobs.
Tutti lo conosciamo per la sua passione, per l’ossessione per la perfezione e per il suo carisma feroce. Il suo marchio e la sua personalità hanno rivoluzionato sei settori dell’economia e del business: computer, cinema d’animazione, musica, telefonia, tablet, editoria elettronica. Mentre tutto il mondo sta cercando un modo per sviluppare l’economia dell’era digitale, Jobs spicca come la massima icona dell’inventiva, perché ha intuito in anticipo che la chiave per creare valore nel ventunesimo secolo è la combinazione di creatività e tecnologia, e ha costruito un’azienda basata sulla connessione tra geniali scatti d’immaginazione e riconosciute invenzioni tecnologiche.
Nonostante abbia collaborato in prima persona alla stesura di questo libro, Jobs non ha imposto nessun vincolo sul testo né ha preteso di leggerlo prima della pubblicazione. E non ha posto alcun filtro, incoraggiando anzi i suoi conoscenti e rivali a raccontare onestamente tutta la verità.
“Penso che tutte le religioni siano come tante porte e che tutte portino alla stessa casa. Certe volte penso che quella casa esista certe altre no. È un gran mistero.”
Open – Andre Agassi

Open (di Andre Agassi) è una delle autobiografie più interessanti mai scritte. È una storia stupenda e terribilmente schietta di una persona straordinaria. Si potrebbe pensare che sia un libro consigliato da leggere solo per gli amanti del tennis. Ma qui non si parla di sport. Anzi scopriamo che Agassi ha odiato il tennis per molti anni.
Questo libro stupendo è innanzitutto una lezione di vita, di resilienza, di come cadere per poi rialzarsi. È un incontro ravvicinato con l’umanità disarmante di un uomo che pochi conoscevano sotto questo punto di vista. Non lo avrei mai letto se non mi fosse stato consigliato perché non amo il tennis. Ma ora sono contenta di averlo letto.
Andre Agassi era da piccolo già destinato a diventare un campione di tennis. Il padre, uomo dispotico e violento, non diede mai la possibilità ad Agassi di decidere per il proprio futuro. Gli intensi allenamenti a cui era sottoposto da ragazzo lo portarono a diventare uno dei campioni più forti di tutti i tempi. Ma cosa c’è dietro al successo? Cosa si nasconde dietro il podio e le telecamere?
“Quant’è più facile essere coraggiosi sotto un getto di acqua calda. Ricordo a me stesso che in realtà non è questo il coraggio. Ciò che provi alla fine non conta; il coraggio sta in ciò che fai.”
Frida – Una biografia di Frida Kahlo – Haden Herrera

Alla fine degli anni Novanta, New York è tappezzata di manifesti che raffigurano i quadri di Frida Kahlo. Un suo autoritratto viene venduto da Sotheby’s per oltre un milione e mezzo di dollari. A Hollywood si girano film sulla sua vita e i giornali di tutto il mondo la chiamano “la grande Frida” o “la regina di New York”. Come se non bastasse, anche il mondo del glamour ne va pazzo: vengono stampate magliette, cartoline, poster con la sua immagine, abiti e gioielli che ne ricalcano lo stile.
Ma chi era veramente Frida Kahlo e perché si parla ancora così tanto di lei? Nata nel 1910 a Coyoacan, in Messico, Frida sembra un personaggio uscito dalla penna di Gabriel García Márquez: piccola, fiera, sopravvissuta alla poliomielite a sei anni e a un brutto incidente stradale a diciotto che la lascerà invalida, con tremendi dolori alla schiena che la perseguiteranno fino alla morte. Nella vita privata e nella produzione artistica, Frida è combattuta tra due anime: il candore, da un lato, e la ferocia, dall’altro; la poeticità della natura contro la morte del corpo.
La vita di Frida è un viaggio che affonda nella pittura tradizionale dell’800, nei retablos messicani, in Bosch e Bruegel, ma che subisce prepotentemente il fascino degli uomini più potenti del suo secolo: come il muralista Diego Rivera (marito fedifrago che le rimarrà accanto fino alla fine) o Trockij (di cui diverrà l’amante) o lo stesso spagnolo Pablo Picasso.
“Forse sperano di sentirmi lamentare di “quanto si soffre” a vivere con un uomo come Diego. Ma io non credo che le rive del fiume soffrano, perché lasciano scorrere l’acqua, o che la terra soffra perché piove o che l’atomo soffra perchè scarica energia… per me tutto ha una compensazione naturale. Nel mio difficile e oscuro ruolo di alleata di un essere straordinario, ho lo stesso tipo di ricompensa che una certa quantità di rosso garantisce a un puntino verde: la ricompensa dell’equilibrio.”
Scar Tissue – Anthony Kiedis (Red Hot Chilli Peppers)

Ed eccoci all’ultima biografia, proveniente dal mondo della musica. Nel 1983, il nuovo movimento punk-rock di Los Angeles diede alla luce una band dall’inconfondibile suono hard-core funk cosmico e caotico. Più di vent’anni dopo, i Red Hot Chili Peppers sono una delle rockband di maggior successo al mondo.
Una band che è passata attraverso molti avvicendamenti (come è noto, anche “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”), ma Anthony Kiedis – autore dei testi e voce della band – questo decennio passato tutto sulle montagne russe, l’ha vissuto fino in fondo. “Scar Tissue”, l’autobiografia onesta e appassionata di Kiedis, è il racconto di una vita intensa a cui non tutti sono preparati anche se tutti possiamo immaginarla. I retroscena a volte persino cliché che troviamo in questo libro non perdono valore in quanto tali, anzi lo acquisiscono forse ancor di più in quanto così sinceri.
“Sapevamo che il disco aveva avuto un largo successo quando andammo in Europa per un giro di conferenze stampa. Eravamo in Italia, io e John stavamo sul sedile posteriore di una Mercedes con il finestrino aperto. Un motorino con due ragazzi italiani si fermò accanto a noi. Guardarono dentro e cominciarono a urlare: “Ehi, Californication, Californication!”
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