
Luci spente- Racconto erotico
Giada, a un cortile di distanza, così vicina eppure così lontana, si scioglie i capelli bruni. Le ricadono sulle spalle un po’ scombinati.
“Ci si abbraccia per ritrovarsi interi”

Giada, a un cortile di distanza, così vicina eppure così lontana, si scioglie i capelli bruni. Le ricadono sulle spalle un po’ scombinati.

Quando la penetro da dietro sono già al limite, sento il calore affluirmi al ventre, alla testa. La stringo, con un seno nella mano e il suo collo tra i miei denti.

Invece di sfilarli con le mani ti inginocchi per terra, il jeans teso e tirato verso di me, che già mi riempio.

Portami dentro, fammi vivere con te, fino a quando il prossimo giorno non sarai pronta di nuovo a farti riempire.

La mia fermata è sempre quasi vuota. Abito in periferia, ma ci metto poco a raggiungere la mia azienda o la zona universitaria

Avvio la musica e sorrido soddisfatta dell’atmosfera erotica che ho creato. Mi sposto in camera per preparare la cosa più importante: me.
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